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Lo sport per la pace
e il dialogo tra i popoli

È Camille Chenaux la tedofora che, a nome di Athletica Vaticana, ha presentato a Papa Francesco la fiaccola delle Universiadi per una benedizione aperta a tutto il mondo universitario e sportivo, pronto a ritrovarsi a Napoli, dal 3 al 14 luglio, per una manifestazione seconda solo alle Olimpiadi per numeri e significati. La fiaccola, partita da Torino, e che l’11 giugno ha fatto tappa ad Assisi, sta attraversando l’Italia — come segno di pace, dialogo e unità tra i popoli — per rilanciare i valori di fondo dell’attività sportiva, vista anche come esperienza di cultura.

Con l’atleta rappresentante della prima associazione sportiva costituita in Vaticano — dottoranda in scienze politiche e figlia di un professore della Pontificia università Lateranense — c’era il presidente della Federazione internazionale sport universitari, il russo Oleg Matytsin, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il commissario straordinario per l’Universiade, Gianluca Basile, e il rettore dell’Università Federico ii di Napoli, Gaetano Manfredi. Dopo l’udienza, quattordici tedofori si sono alternati a correre sulle strade di Roma: tra loro campioni come Massimiliano Rosolino ma anche studenti della Lumsa, del Campus Bio-medico e della Lateranense.

E di uno sport che sia inclusione, tanto da contribuire a un vero cambiamento di mentalità, sono stati testimoni in piazza San Pietro anche Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, e Andrew Parsons, a capo dell’International Paralympic Committee, il massimo organismo mondiale che in questi giorni è riunito a Roma in vista dei Giochi di Tokyo 2020. Per Pancalli «il movimento paralimpico sta suscitando una nuova visione della disabilità: non è un peso o una punizione o una disgrazia ma, al contrario, è un’opportunità». Di sport, ma anche di arte e cultura, hanno parlato a Francesco i rappresentati dell’associazione «La passione di Yara», attiva nella provincia di Bergamo da quattro anni su iniziativa di Maura e Fulvio Gambirasio: i genitori della piccola Yara, brutalmente uccisa, a 13 anni, il 26 novembre 2010. L’obiettivo è sostenere i più giovani nelle loro aspirazioni, con progetti che aiutino i più svantaggiati socialmente ed economicamente.

Con affetto Francesco ha accolto i rappresentanti dell’associazione «Materiali di scarto» che a Torino dal 2013, su impulso del parroco don Giampaolo Pauletto, promuove concretamente «il reinserimento di persone socialmente marginali mediante la produzione artigianale di oggetti d’arte». Davvero coinvolgente è stato, poi, l’abbraccio tra gli scout della Terra santa, venuti da Betlemme, e i loro compagni italiani del gruppo Agesci Roma 98, che fa capo alla parrocchia di San Barnaba e che li stanno ospitando i questi giorni per un gemellaggio.

Tra i libri presentati al Papa, Pilar del Rio, vedova di José Saramago, lo scrittore portoghese premio Nobel per la letteratura, ha presentato una copia della Dichiarazione dei doveri umani pensata dal marito. In chiave ecumenica, inoltre, Francesco ha accolto undici sacerdoti ortodossi russi, accompagnati dal vescovo Feoktist di Pereslavl, «a Roma dall’8 al 15 giugno per una visita di studio volta ad approfondire la conoscenza della Chiesa cattolica». L’iniziativa è promossa dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani in un’ottica di scambio: periodicamente anche gruppi di sacerdoti cattolici si recano a Mosca dove vengono accolti dal patriarca Kirill. Per il dialogo interreligioso, significativo l’incontro del Pontefice con una delegazione proveniente da Hong Kong e guidata dal cardinale John Tong Hon.

Dieci donne che hanno perso i loro mariti nel crollo della miniera in Polonia, un anno fa, hanno donato al Papa un’immagine della Madonna in carbone. E, infine, tra i tanti incontri di Papa Francesco durante l’udienza in piazza San Pietro, di forte impatto .la storia che gli ha raccontato Betty Ferri, insieme con il marito Raffaele e i due figli Kiara Benedetta e Michele Maria: «Il nostro terzo figlio, Gabriele Giovanni, è stato colpito da un tumore maligno all’età di tre anni ed è andato in cielo dopo due anni e mezzo di sofferenza». Ed «è stato mio figlio a parlarmi di Gesù, a darmi forza nei momenti di sconforto». Tanto che Betty ha iniziato un cammino fede nell’Opera «Nuovi Orizzonti», fondata da Chiara Amirante, divenendo referente per la provincia di Teramo: inoltre ha appena detto sì alle promesse di consacrazione come «piccola della gioia». E lo ha fatto, confida, nel ricordo delle parole del figlio.: «Dio mi ha reso un bambino speciale, io posso solo amare, fai tesoro della mia vita».

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17 giugno 2019

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