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Lo spettro dell’astensione
sul voto in Italia

· Elezioni amministrative in 1.342 Comuni ·

Oltre tredici milioni di italiani sono chiamati alle urne, domenica, per il primo turno delle elezioni amministrative che si tengono in 1.342 Comuni, di cui 25 capoluoghi di Provincia. Ma saranno molti di meno gli elettori che, dalle 7 alle 23, decideranno di esercitare il loro diritto al voto.

Il massiccio astensionismo sembra essere infatti uno dei pochi dati certi di questa consultazione. Gli ultimi sondaggi effettuati attribuiscono ai disertori delle urne percentuali altissime. Un elemento che rende qualsiasi analisi politica ancora più complicata di quanto già sia. Tra le città che vanno al voto figurano, com’è noto, Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino. A dare indicazioni significative in chiave nazionale saranno soprattutto i risultati delle prime due.Il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, ha insistito più di una volta negli ultimi giorni nello spiegare che il voto non avrà alcuna ripercussione sul Governo. La sorte dell’Esecutivo, ha detto, dipenderà invece dall’esito del referendum costituzionale che si terrà a ottobre. Tuttavia, come è sempre accaduto nella storia delle consultazioni amministrative italiane, saranno i risultati a determinare se a Palazzo Chigi si potrà continuare a lavorare con maggiore o minore serenità o in mezzo a tensioni inevitabili. Roma, in tal senso, avrà un ruolo importante, così come Milano. Il secondo turno, in entrambi i casi, sembra inevitabile. Ma nella Capitale è decisivo verificare chi parteciperà al ballottaggio, mentre nel capoluogo lombardo sarà importante il risultato finale, nel secondo turno del 19 giugno, per stabilire la possibilità o meno che certe alleanze, nel centrodestra, possano continuare a essere vincenti. 

di Marco Bellizi

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20 marzo 2019

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