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Lo sguardo delle vittime

· Papa Francesco incoraggia l’impegno delle suore di Talitha Kum nella lotta alla tratta ·

Nemat Badawi, «Volto di donna della mia terra»  (particolare del quadro donato a Papa Francesco dalla rete Talitha Kum)

«Mai concludere la giornata senza pensare allo sguardo di una delle vittime che avete conosciuto: questa sarà una bella preghiera». È il consiglio spirituale suggerito da Papa Francesco alle suore partecipanti all’assemblea generale di Talitha Kum, la rete mondiale che coordina l’impegno degli istituti religiosi nella lotta contro la tratta di persone. Ricevendole in udienza giovedì mattina, 26 settembre, nella Sala del Concistoro, il Pontefice ha voluto rinnovare il suo incoraggiamento «a tutti gli istituti femminili di vita consacrata che hanno disposto e sostenuto l’impegno delle loro suore nella lotta contro la tratta e nell’assistenza delle vittime».

«Le vostre intuizioni e iniziative pastorali hanno tracciato la via di una risposta ecclesiale urgente ed efficace» ha riconosciuto Francesco, rivolgendo al tempo stesso un appello «anche ad altre congregazioni religiose, sia femminili sia maschili, affinché aderiscano a quest’opera missionaria, mettendo a servizio personale e risorse così da poter raggiungere ogni luogo». Dal Papa, inoltre, l’auspicio «che si moltiplichino le fondazioni e i benefattori che assicurano il loro generoso e disinteressato sostegno alle vostre attività».

Nella stessa mattinata il Pontefice ha incontrato, nella Sala Clementina, i membri della comunità Emmanuel di Lecce, impegnata dal 1980 accanto alle persone più bisognose e svantaggiate. «Vi ringrazio — ha detto nel suo discorso — per tutto quello che avete fatto in questi quasi quarant’anni, per l’accoglienza, l’accompagnamento, il lavoro». E, ha aggiunto, «vi ringrazio per come l’avete fatto, cioè alimentando sempre il “fare” con l’“essere” che viene dalla linfa della Parola di Dio, dei momenti di ritiro e di fraternità. Questo è importante, altrimenti si diventa un’agenzia assistenziale o un’azienda».

Il discorso del Papa

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09 dicembre 2019

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