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Lo scandalo Oxfam arriva ai vertici

· Sotto accusa il direttore generale dopo le dimissioni del vice ·

Nello scandalo dei presunti abusi sessuali e intrattenimenti con prostitute che ha coinvolto operatori dell’ong Oxfam impegnati nelle missioni umanitarie ad Haiti e in Ciad emergono nuove accuse. Sotto esame finisce il numero uno dell’organizzazione umanitaria, il capo esecutivo Mark Goldring, dopo che la sua vice si è dimessa ieri. 

Secondo il quotidiano britannico «Times», Goldring era stato messo a conoscenza in prima persona di altri abusi segnalati recentemente dall’ex garante interna per la tutela delle norme di comportamento Helen Evans, ma li ha ignorati. Si tratta di episodi come le sospette molestie compiute contro una volontaria quattordicenne da parte di un dipendente adulto in uno dei negozi gestiti dall’associazione nel Regno Unito per autofinanziarsi, o come lo stupro di una donna da parte di un operatore in Sud Sudan. Ieri, dopo aver espresso profonda «tristezza» e «vergogna» per le accuse riguardanti «il comportamento di operatori in Ciad e Haiti», Penny Laurence ha annunciato le sue dimissioni da vice direttrice generale. Laurence ha ammesso di essere stata messa al corrente di comportamenti inappropriati del direttore responsabile per il Ciad e dei suoi collaboratori prima della nomina di quest’ultimo ad Haiti. «La nostra risposta non è stata all’altezza» ha dunque affermato. Secondo l’indagine del «Times» pubblicata venerdì scorso, gruppi di prostitute sono state invitate in abitazioni e hotel pagati dall’ong a Haiti. Il quotidiano britannico ha rivelato che Oxfam aveva «ignorato le avvertenze» nominando il direttore ad Haiti, il belga Roland van Hauwermeiren, «nonostante i dubbi sul suo modo di comportarsi quando lavorava in Ciad». In quanto finanziatore delle attività di Oxfam, per il 10 per cento circa, il governo britannico ha subito reagito. Immediatamente dopo la pubblicazione dell’indagine del Times, il segretario di stato per lo sviluppo internazionale, Penny Mordaunt, ha chiesto con fermezza a Oxfam di fornire spiegazioni.

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