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Per l’Italia
una prova di maturità

· Il presidente Napolitano annuncia le dimissioni ·

Roma, 2. Nel suo discorso di fine anno il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha annunciato che presto lascerà il Quirinale, rassegnando le dimissioni, «ipotesi che la Costituzione prevede espressamente». Il capo dello Stato ha sottolineato come l’età raggiunta «porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell’esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché del ruolo di rappresentanza internazionale».

Sul piano politico, il presidente ha voluto ricordare che «l’aver tenuto in piedi la legislatura apertasi con le elezioni di quasi due anni fa è stato di per sé un risultato importante: si sono superati momenti di acuta tensione, imprevisti, alti e bassi nelle vicende di maggioranza e di Governo» e questo perché la cosa fondamentale era evitare «di confermare quell’immagine di un’Italia instabile che tanto ci penalizza».

Ricordando le difficoltà economiche attuali e la necessità di riforme strutturali per rilanciare la crescita e l’occupazione, Napolitano ha voluto rinnovare il proprio sostegno all’iniziativa del Governo presieduto da Matteo Renzi. Non è poi mancato il riferimento alla lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione: «Dobbiamo bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società».

Nel discorso Napolitano ha citato due volte l’insegnamento di Papa Francesco. E lo ha fatto guardando soprattutto al contesto internazionale, rispetto al quale «il rischio di cadere in quell’indifferenza globale che Papa Francesco denuncia con tanto vigore è dietro l’angolo, anche da noi». A questo rischio deve opporsi l’impegno per la pace e civiltà. «Ci dà forza — ha detto il presidente Napolitano — la parola, il magistero del Pontefice che per la Giornata mondiale della Pace si fa portatore di un messaggio supremo di fraternità, e ci richiama alla durissima realtà dei “molteplici volti della schiavitù” nel mondo di oggi».

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