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L’Italia incassa il sostegno
di Francia e Germania

· ​Piena intesa sulla questione migranti ·

Sbarco di migranti nel porto di Salerno (Afp)

Piena intesa tra Italia, Francia e Germania sulla gestione dell’emergenza migranti. È questo, secondo i partecipanti, l’esito del vertice svoltosi ieri sera a Parigi, tra i ministri degli interni dei tre paesei, Marco Minniti, Gerard Colomb e Thomas de Mazière. L’incontro, al quale ha preso parte anche il commissario europeo per gli affari interni Dimitri Avramopoulos, è servito a definire una posizione forte sulla questione dei migranti in vista del consiglio dei ministri degli interni dell’Ue in programma giovedì 6 e venerdì 7 a Tallin. L’Italia, in sintesi, mira a un maggiore e concreto coinvolgimento dei paesi dell’unione di fronte a un fenomeno che sta assumendo proporzioni troppo grandi per essere gestito individualmente. Tre i punti qualificanti dell’intesa raggiunta a Parigi per essere poi presentata in Estonia: la regolamentazione delle attività di soccorso delle navi delle organizzazioni non governative, il ricollocamento nei paesi dell’Unione dei migranti giunti in Italia (oltre 80.000 dall’inizio di quest’anno), più fondi alla Libia per controllare le frontiere e per combattere i trafficanti. Ridurre gli sbarchi è uno degli obiettivi a cui si lavora, visto che il sistema di accoglienza in Italia è ormai al collasso. In questa partita le ong sono un attore fondamentale, con una libertà di movimento che ora si vorrebbe limitare: l’ingresso in acque libiche potrebbe essere vietato così come spegnere il trasponder di bordo per la localizzazione e fare segnali luminosi. La regia delle operazioni dovrebbe essere riportata in maniera più definita sotto l’ombrello della guardia costiera. Il protocollo sulle ong discusso a Parigi potrebbe spingersi a bloccare l’accesso in porto a chi non è in regola. Temi delicati, a cui si aggiunge quello della trasparenza sui finanziamenti, dei quali si parlò già settimane fa quando uscirono i contenuti di un dossier Frontex. Quanto ai porti di destinazione, più complessa appare invece la possibilità di coinvolgere altri soggetti, come Malta, o di far giungere le imbarcazioni di soccorso in porti come Marsiglia e Barcellona. Altro tema centrale è quello relativo alla ricollocazione dei migranti. Non sarà facile imporre una linea in un’Europa con paesi refrattari, finora, a una collaborazione fattiva, che chiedono — Francia compresa — di distinguere bene tra migranti economici e rifugiati politici, visto che solo questi ultimi avrebbero diritto a una protezione. Ma con l’incontro di ieri sera sembra essere stato compiuto qualche passo in avanti. Il punto è ora comprendere la reale disponibilità all’accoglienza di paesi — soprattutto di quelli entrati più di recente nell’Ue — che anche nel recente passato hanno mostrato una netta volontà di chiusura. Ed è presumibile che proprio sulla questione dei ricollocamenti si avrà, già dal prossimo vertice di Tallin, il confronto più acceso.

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20 marzo 2019

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