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L’Italia discute con Bruxelles
l’apertura di nuovi hotspot

· ​Torna la calma nel centro profughi di Idomeni in Grecia ·

Più hotspot in Italia mentre si valuta l’ipotesi di una sorta di hotspot galleggianti. Questa la posizione dell’Unione europea che apprezza e sostiene l’impegno del Governo italiano che ha annunciato l’apertura presto di altri due centri di accoglienza per migranti. Il tutto mentre è tornata la calma in Grecia nel centro di Idomeni, ma solo dopo momenti di grande tensione con l’intervento delle forze dell’ordine e l’uso di gas lacrimogeni.

«Per quanto riguarda il rimpatrio e la riammissione, l’attuale capacità ricettiva dei centri di trattenimento chiusi è chiaramente insufficiente e deve essere ampliata rapidamente»: secondo indiscrezioni di stampa, sono parole del Commissario Ue Dimitris Avramopoulos nella sua lettera ai ministri Paolo Gentiloni e Angelino Alfano, rispettivamente di Esteri e Interni. Avramopoulos ritiene «fondamentale che l’Italia intensifichi gli sforzi in atto per fornire le condizioni di accoglienza necessarie e prevenire le fughe». Pur riconoscendo il forte impegno dell’Italia nell’affrontare la situazione, osserva che un gran numero di sbarchi avvengono fuori dagli hotspot, e che i previsti gruppi mobili non sono ancora operativi». Da qui, la necessità degli hotspot supplementari in Sicilia, individuati nella tabella di marcia italiana rivista. Intanto, resta difficile la situazione a Idomeni. Medici senza frontiere, che aveva lasciato il campo dopo gli scontri tra la polizia greca e gruppi di migranti, in serata vi ha fatto ritorno e racconta di una ritornata calma. La polizia ha usato gas lacrimogeni e granate assordanti contro un gruppo di almeno 200 migranti della tendopoli improvvisata al confine con la Ex Repubblica jugoslava di Macedonia, dopo che questi avevano tentato di sfondare il cordone degli agenti spingendo una carrozza ferroviaria sui binari lungo i quali sono accampate da mesi migliaia di persone.

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17 luglio 2019

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