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L’Italia vota
per il referendum

· Sulle modifiche apportate alla Costituzione ·

Gli italiani sono chiamati alle urne domenica per il referendum confermativo alla legge costituzionale che riforma un parte della Costituzione. Non è previsto alcun quorum da superare per renderne valido l’esito. 

Il quesito referendario prevede che si dia il consenso o meno alle norme che prevedono «disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel (il Consiglio nazionale per l’Economia e il lavoro, ndr) e la revisione del Titolo v della parte ii della Costituzione». L’esito del referendum di domenica avrà inevitabili ripercussioni sulla vita del governo in carica. Il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha puntato molto sulla riforma della Costituzione, ha lasciato intendere che una vittoria del “no” avrebbe come naturale conseguenza la remissione del suo mandato nelle mani del capo dello stato. Al contrario, una vittoria dei “sì” rafforzerebbe il governo tanto da consentirgli con tutta probabilità di portare a termine la legislatura fino alla sua scadenza naturale. In ogni caso, il “convitato di pietra” alla partita referendaria è rappresentato dalla legge elettorale, già approvata dalla maggioranza che appoggia Renzi. I reali effetti della riforma costituzionale dipendono in grande misura da quelle norme, sulle quali per altro lo stesso capo del governo ha detto di essere disposto a confrontarsi con le forze politiche che ne chiedono la revisione.

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18 marzo 2019

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