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L'Iran pronto a un accordo sul nucleare

· Secondo il ministro degli Esteri Mottaki intervenuto alla conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera ·

Il Governo di Teheran vede con ottimismo la possibilità di raggiungere un accordo con l’Occidente sul controverso problema dell’arricchimento dell’uranio all'estero, ma insiste che dovrebbe essere l’Iran a stabilire — in base alle proprie necessità — quanto inviarne a Russia e Francia, cioè i Paesi proposti dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Al termine della prima giornata della conferenza internazionale sulla sicurezza, in corso a Monaco di Baviera, il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, durante una tavola rotonda con il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, ha affermato: «Personalmente, ritengo che si siano create le basi per procedere a uno scambio in un futuro non troppo lontano». Questa mattina, nella seconda giornata della conferenza di Monaco di Baviera, il consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense, James Jones, ha detto che: «la porta della diplomazia con l'Iran rimane aperta».

Tuttavia, il ministro degli Esteri di Teheran ha ribadito «la volontà dell’Iran di fissare — in base alle proprie necessità — le quantità di uranio che verrebbero esportate per essere arricchite». Secondo la proposta originaria dello scorso ottobre venuta dall'Aiea e dal gruppo cinque più uno (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina; più la Germania), l'Iran dovrebbe consegnare 1.200 dei 1.500 kg di uranio arricchito al 3,5 per cento di cui dispone, per poi vedersi restituire lo stesso stock arricchito al 20 per cento, da utilizzare per un impianto a Teheran dove si producono isotopi per la cura dei tumori.      Mottaki ha detto che parlerà oggi di questa possibilità con il nuovo direttore generale dell’Aiea, il giapponese Yukiya Amano, a margine della stessa conferenza di Monaco di Baviera.

«Riteniamo che tutte le parti coinvolte abbiano dimostrato la loro volontà politica di onorare questo scambio», ha commentato il ministro degli Esteri senza però menzionare né i Paesi, né le possibili quantità. «Deve esserci una garanzia per entrambe le parti — ha sottolineato Mottaki — che questo 3,5 per cento sarà dato veramente e che il 20 per cento sarà restituito veramente». Il ministro ha quindi riconosciuto che servirebbero alcuni mesi per arricchire l’uranio al 20 per cento, con un possibile riferimento indiretto, quindi, alle quantità da arricchire.

Inoltre, il ministro degli Esteri iraniano Mottaki, sempre nel corso della conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, ha ribadito che «Noi siamo membri convinti del Tnp (il Trattato di non proliferazione degli armamenti atomici) e dell’Aiea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica)».

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