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L’invisibile
e il suo dove

· Italo Calvino un classico del Novecento ·

Il 3 maggio presso il Palazzo di Mattei di Paganica, a Roma, viene presentato il libro di Carlo Ossola, Italo Calvino. L’invisibile e il suo dove (Milano, Vita e Pensiero, 2016, pagine 120, euro 13).

Italo Calvino

 Secondo l'autore gli anni parigini non servono soltanto a prendere distanza, a dare prospettiva storica all’esperienza italiana prima e dopo il 1957; inizia per Calvino un rapporto, di curiosità, di sperimentazione, di adesione, con il gruppo di Oulipo.

Si tratta, nel comporre, di darsi delle contraintes che, per il loro rigore, costringano a “non farsi sconti”, a stimolare il processo creativo. Calvino ne sarà impregnato e rimane traccia del principio struttivo persino in una lettera ad Andrea Zanzotto: «Caro Zanzotto, con gran piacere ho ricevuto la tua e gli allegati. I sonetti m’hanno molto rallegrato: approvo questo ritorno alle forme chiuse: credo sempre di più alla necessità delle “contraintes”. Ho mollo apprezzato la tessitura delle rime e la tenuta del linguaggio sul vorticare inconscio».

Su tale base, come esercizio e sfida — contrainte appunto — traduce Les Fleurs bleues di Queneau e teorizza quelle istanze nel saggio, sempre del 1967, Appunti sulla narrativa come processo combinatorio.

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