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L’intuizione
di Serafina

· Libri ·

«Serafina Formai – l’amante di Dio» scritto da Cristiana Caricato, vaticanista di Tv2000, racconta la vicenda umana, spirituale e storica della suora fondatrice delle Missionarie Rurali del Lieto Messaggio, dichiarata venerabile da Papa Francesco. Il libro (ed. Ave) ha la prefazione della teologa Perroni. Ne riportiamo alcuni passi.

Dentro questa vicenda strettamente personale vorrei rintracciare alcuni tratti paradigmatici di un preciso momento della storia della fede, in un’epoca particolarmente difficile e dolorosa per la vita del nostro paese. Sia perché suor Serafina, senza saperlo, interpreta il suo tempo da protagonista, sia perché, come afferma la Caricato, «nell’intuizione di Serafina Formai possiamo leggere la profezia di una diversa presenza della chiesa, minoranza chiamata ad essere lievito». La sua storia, per quanto racchiusa tra i borghi delle alpi Apuane, è cifra di un’epoca in cui la classe media acquisisce pieno diritto di cittadinanza e in cui la storia delle donne, che comincia ormai a ottenere visibilità e autorevolezza, si intreccia con la storia di una chiesa messa sotto attacco, seminando germi di futuro.[...]

Siamo all’inizio del ‘900, anni in cui la Chiesa cattolica è costretta a confrontarsi con il modernismo, cioè con l’irruzione delle istanze della modernità ormai tumultuosamente tracimate dentro tutti gli ambiti della società, non escluso quello ecclesiastico, grazie alla rapida e prepotente diffusione del socialismo. [...] Forti sono le sue ricadute anche in ambienti teologici cattolici, irrigiditi da secoli di controriforma: accende entusiasmi, ma suscita anche decise avversioni. In particolare da parte di Pio X. [...]

Durante l’enorme tragedia che ha seguito la stagione modernista, sconvolgendo l’Europa e il mondo, la prima Guerra mondiale, le donne hanno dimostrato quanto quello del “sesso debole” fosse uno stereotipo con il quale erano state costrette a identificarsi non solo contro la propria volontà, ma anche contro la propria effettiva realtà. [...] L’epoca di suor Serafina coincide, insomma, non soltanto con l’entrata in scena della classe media, ma anche con le prime battute di quello che è stato chiamato “il secolo delle donne”.[...]

Le “virtù cristiane” che suor Serafina ha incarnato con tenacia sono quelle di una, come ama chiamarla Papa Francesco, “chiesa in uscita”, che non aspetta i fedeli sulla porta del tempio, ma osa entrare nelle case, accompagnando solitudini e malattie. Una chiesa meno clericale e più materna perché, come scrive la stessa Formai, la comunità ecclesiale è sempre più bisognosa di «una guida serena quale può essere quella materna di una suora che sappia trovare le vie del cuore con parole di persuasione e di incitamento nel campo della morale e dello spirito, specie in località impervie e incontrollate».

di Marinella Perroni

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08 dicembre 2019

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