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​Lingue alfabeti e scritture

· L’agenda della Biblioteca Apostolica Vaticana per il 2019 ·

Il tempo esige a ogni vivente di costruirsi un percorso tutto suo nella trama dei percorsi possibili. Anche nel 2019 l’agenda della Biblioteca Apostolica Vaticana offre un spazio per registrare quel percorso, illustrandolo con i documenti che essa conserva, nei quali la memoria delle storie individuali e collettive si presenta ben viva. Dedichiamo quest’anno il leitmotiv a lingue, alfabeti e scritture. 

Le numerose teorie sulla nascita e sul ruolo del linguaggio che sono state formulate nei secoli, a partire dai filosofi greci, per continuare con sant’Agostino e con i pensatori medievali, fino ai più moderni G.B. Vico, J.G. Herder, F. de Saussure, L. Wittgenstein o N. Chomski, pur molto differenti tra loro hanno in comune la considerazione che il linguaggio è in qualche modo connaturato agli uomini, a tutti gli uomini. Effettivamente, non si dà comunità umana, per quanto piccola, senza linguaggio articolato, e in questo senso il linguaggio può essere definito un “universale antropico”.
Per contro, la scrittura non può sempre dirsi un “universale antropico”. Molti popoli infatti hanno vissuto, e vivono tuttora, senza scrittura. In moltissimi casi, comunque, senza una propria scrittura. Molto spesso, la scrittura entra nella vita di un popolo perché mutuata, talora imposta, da un popolo vicino che già la possiede. Emblematico è il caso delle scritture alfabetiche, figlie di una sola, antica madre, che si sono diffuse nel continente eurasiatico e da lì in Africa.
Tra i più importanti fenomeni che contribuiscono a mostrare quanto la storia di una scrittura possa essere diversa dalla diffusione di una lingua, vi è certamente l’eterografia, che si verifica in determinate circostanze storiche, per motivi totalmente staccati dall’evoluzione linguistica, quando una lingua che possiede una sua propria scrittura viene invece scritta in un’altra scrittura, in qualche modo a essa contigua.
Molte lingue, molte scritture e molti fenomeni di eterografia sono testimoniati dai documenti oggi conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana, e qui ne vengono proposte immagini significative.
Come ormai tradizione, ogni settimana dell’Agenda è accompagnata anche da una brevissima citazione; nel 2019 viene proposto l’inizio del Padre nostro, che viene ripetuto a partire dalla lingua latina (Pater noster, qui es in caelis, sanctificetur nomen tuum) e via via in altre 52 lingue scelte fra le diverse centinaia testimoniate nella nostra Biblioteca. A tutti, l’augurio che questa invocazione contribuisca a diffondere un messaggio di pace in grado di illuminare, uno per uno, i nostri giorni.

di José Tolentino de Mendonça

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17 ottobre 2018

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