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Linguaggio nuovo e comprensibile per far conoscere Cristo

· Il cardinale Braz de Aviz su religiosi ed evangelizzazione ·

In un mondo secolarizzato, dove specialmente le nuove generazioni mancano di un’esperienza personale con Dio e sono «religiosamente analfabete», il modo migliore di annunciare il Vangelo è quello di mostrare Dio in modo palpabile, evidente, per sentieri che non esigano iniziazioni costose e difficili. Esemplare in questo senso è la comunione tra consacrati, perché testimonia la possibilità di «offrire qualcosa dell’esperienza di Dio a tanti lontani». Ne è convinto il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica-. Tanto che ne ha fatto il punto centrale del suo intervento su «Comunione ed evangelizzazione» davanti a una folta presenza di consacrati a Madrid, nell’ambito della passata Settimana della vita religiosa.

La comunione, ha spiegato, rende possibile «dare visibilità alla salvezza che annunciamo», ci dà la possibilità di mostrare Dio, «rispettando le esigenze della “secolarità”, senza usare risorse o mezzi direttamente religiosi. E questo è decisivo per la pastorale indiretta, ma anche per la pastorale diretta».

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22 settembre 2019

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