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L’ingiustizia della fame

· Il Pontefice per i venticinque anni del Banco alimentare. Nonostante le molte risorse troppi non hanno il necessario per vivere ·

«In un mondo ricco di risorse alimentari, la fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo”». Papa Francesco è tornato a denunciare quella che definisce una «ingiustizia», anzi «di più», un «peccato». Ricevendo sabato 3 ottobre i volontari del Banco alimentare nell’aula Paolo VI, il Pontefice ha ricordato che nonostante gli «enormi progressi tecnologici, troppi sono coloro che non hanno il necessario per sopravvivere».

E ciò accade «non solo nei Paesi poveri, ma sempre più anche nelle società ricche e sviluppate». Anche perché «la situazione è aggravata dall’aumento dei flussi migratori, che portano in Europa migliaia di profughi, fuggiti dai loro Paesi e bisognosi di tutto».

Alla fondazione che da venticinque anni promuove in Italia la colletta alimentare, il Papa ha associato l’immagine di una «rete di carità» animata dalla «preoccupazione di contrastare lo spreco di cibo, recuperarlo e distribuirlo alle famiglie in difficoltà e alle persone indigenti».

Ringraziando e incoraggiando i volontari a proseguire su questa strada, Francesco ha citato il brano evangelico del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci per far notare «che il Signore, quando si accorge che le folle hanno fame, non ignora il problema, e neppure fa un bel discorso sulla lotta alla povertà, ma compie un gesto». E nonostante «noi non possiamo compiere un miracolo come l’ha fatto Gesù», ha commentato in proposito, «tuttavia possiamo fare qualcosa, di fronte all’emergenza della fame, qualcosa di umile, e che ha anche la forza di un miracolo». Che cosa? Anzitutto, ha detto il Papa, «possiamo educarci all’umanità, a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto». Ed esortando a non rimanere «indifferenti al grido dei poveri», ha concluso invitando a continuare quest’opera, «attuando la cultura dell’incontro e della condivisione». Nella consapevolezza che se il contributo dato potrebbe sembrare «una goccia nel mare del bisogno», in realtà esso è prezioso, poiché «ingrossa il fiume che alimenta la speranza di milioni di persone».

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