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Linea dura sui migranti

· Berlino vara nuove norme che prevedono espulsioni più rapide in caso di reati  ·

Espulsioni più rapide per i migranti che delinquono e anche per quelli che rappresentano pur solo potenzialmente una minaccia per la Germania. È questa una delle numerose misure che il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière, ha inserito nel nuovo pacchetto-sicurezza presentato ieri a Berlino per far fronte al pericolo di possibili legami tra immigrazione e terrorismo, soprattutto da parte del cosiddetto Stato islamico (Is) che potrebbe usare e sfruttare i migranti per colpire.

l ministro dell’Interno tedesco  de Maizière annuncia le nuove misure sui migranti (Ap)

Le misure sono state studiate «per l’aumento della sicurezza in Germania» e prevedono non solo un rafforzamento a livello di «personale e di dotazioni delle autorità di sicurezza, una migliore integrazione dei migranti», ma anche «durezza contro criminali, attentatori e fautori del radicalismo», ha sottolineato de Maizière. Insomma, saranno dispiegati migliaia di altri poliziotti e uomini della sicurezza, più strutture di videosorveglianza nelle stazioni. Non saranno tollerati crimini da parte dei migranti registrati e richiedenti asilo. «Il fatto che delinquenti pericolosi e persone che minacciano la sicurezza pubblica debbano lasciare più velocemente il Paese aumenta la sicurezza e rafforza il sostegno della popolazione» alle politiche in favore proprio dei profughi, ha detto il ministro della Cdu (l’Unione cristiano-democratica, il partito del cancelliere Angela Merkel). Un implicito riferimento alle pressioni elettorali xenofobe dell’estrema destra che fa leva sul nesso fra l’arrivo di migranti (quasi un milione nel 2015) e il terrorismo ispirato dall’Is o compiuto da stranieri (cinque episodi nel mese di luglio). De Maizière ha tuttavia sottolineato con forza di non voler mischiare «la questione profughi e quella terrorismo».

Il ministro ha annunciato anche la proposta di creare un nuova tipologia di reato che giustifichi l’arresto prima dell’espulsione per i migranti «che minacciano la sicurezza pubblica». Fra le misure che conta di attuare prima delle elezioni federali dell’anno prossimo, ci sono anche esercitazioni congiunte anti-terrorismo di polizia ed esercito.

Resta alta, intanto, l’emergenza in Italia, dopo i disordini a Ventimiglia. «Non ritengo che una cittadina così piccola come Ventimiglia debba patire una condizione di presenze che incide pesantemente sulla vita della comunità» ha detto ieri sera il capo della polizia, Franco Gabrielli. «Sono persone che non vogliono restare in Italia — ha spiegato Gabrielli — che vogliono andare dall’altra parte, in un Paese che però ha assunto una posizione molto rigida anche in relazione a quanto accaduto in questi ultimi mesi. Dobbiamo prendere queste persone e spostarle in altre parti del territorio nazionale, anche se da lì riprenderanno il loro cammino». 

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12 novembre 2019

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