Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​L’India scheda i rohingya

· Allarme delle organizzazioni per i diritti umani ·

Le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno manifestato forti preoccupazioni per la sorte dei rohingya che, per sfuggire alla persecuzioni in Myanmar, hanno trovato rifugio in India. Un alto ufficiale della polizia di Guwahati, nello stato indiano dell’Assam, ha detto al quotidiano «Times of India» che tutto è pronto per «la prima deportazione di persone rohingya dall’India».

Oggi sette profughi, arrestati nel 2012 con l’accusa di ingresso illegale, verranno consegnati alla polizia di frontiera del Myanmar. L’espulsione odierna, denunciano gli analisti, potrebbe essere solo l’inizio di una vasta campagna di deportazione che l’India dichiara di volere avviare al più presto. New Delhi, infatti, non ha mai nascosto le sue intenzioni nei confronti dell’etnia minoritaria musulmana perseguitata dal Myanmar: non solo non accoglierà quelli che considera clandestini entrati illegalmente, ma non intende nemmeno esaminare la possibilità di concedere lo status di rifugiati. Al contrario, l’India (che non aderisce alla Convenzione internazionale delle Nazioni Unite sui profughi) ha ribadito più volte di volere rimandare tutti i rohingya nel loro paese d’origine, senza tener conto delle persecuzioni che le persone di quell’etnia hanno subito negli ultimi anni, costringendole a una fuga di massa. Si stima che dall’agosto scorso oltre un milione di rohingya siano fuggiti dal Myanmar. Due giorni fa, mentre presiedeva a Calcutta il consiglio degli stati orientali, il ministro dell’interno, Rajnat Singh, ha ribadito di avere già chiesto a tutti gli stati di identificare i rohingya e di inviarne i dati biometrici all’Agenzia centrale della sicurezza, per attivare i canali diplomatici, in vista dei rimpatri. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, in queste ore in India, ha affermato che New Delhi «potrebbe avere un ruolo di rilievo nella soluzione della crisi, se affiancasse il Bangladesh nell’assistenza umanitaria e utilizzasse la sua influenza sul Myanmar per arrivare alla riconciliazione».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE