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La situazione della famiglia
in India

· Simposio a Mumbai sull’«Amoris laetitia» ·

«La famiglia, dice Amoris laetitia, deve avere una casa, un’occupazione e un riconoscimento giusto dell’attività domestica dei genitori, la possibilità di mandare a scuola i bambini e di dare assistenza sanitaria di base a tutti. Quando la società e la politica pubblica non sono impegnate ad aiutare le famiglie in questi settori, si privano di una risorsa essenziale al servizio della pace». È uno dei passaggi più significativi dell’intervento del cardinale arcivescovo di Bombay, Oswald Gracias, presidente della Conference of Catholic Bishops of India (Ccbi), al simposio nazionale intitolato «Comprendere Amoris laetitia nella situazione indiana», svoltosi nei giorni scorsi al St. Pius x College di Mumbai. 

«È triste sapere che, anche in India, tante famiglie sono considerate un peso. Molte vivono nelle periferie e lottano per sopravvivere e tante di esse appartengono a gruppi vulnerabili. A esempio è triste rilevare — ha osservato il porporato, secondo quanto riporta AsiaNews — che lo sfruttamento e l’oppressione dei dalit persistono ancora nel nostro paese. Abbiamo un dovere di solidarietà per assisterli tutti affinché possano avere accesso almeno agli elementi fondamentali della vita».
In tale contesto, l’esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco è strumento indispensabile per dare priorità pastorale all’evangelizzazione del matrimonio e della famiglia all’interno di una società, come è quella indiana, nella quale essa deve fronteggiare numerose e decisive sfide. La famiglia ha un ruolo fondamentale da svolgere nell’evangelizzazione in quanto è il primo luogo nel quale si apprendono la fede e la cultura: ogni nucleo deve essere visto «come un dono di Dio e l’ambiente privilegiato in cui i bambini possono nascere con dignità e crescere e sviluppare in modo integrale».
Tuttavia, oggi, la famiglia deve affrontare «una crescente crisi culturale, ideologica, sociale e spirituale» causata, ha detto Gracias, «dall’influenza negativa dei mass media, della cultura edonistica, del relativismo, del materialismo, dell’individualismo, del laicismo, delle ideologie ateistiche, e da una liberalizzazione eccessiva ed egoistica della morale». Il drastico declino dei valori spirituali e morali nella società e la rapida crescita della secolarizzazione «minacciano costantemente l’esistenza e la sopravvivenza della famiglia e della stessa civiltà».

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17 gennaio 2018

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