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L'impegno della Chiesa contro gli abusi sui minori

· Il cardinale Renato Raffaele Martino sulla campagna promossa dal Consiglio d'Europa ·

Da Benedetto XVI forte incoraggiamento per l'iniziativa

Il 29 novembre scorso, a Roma, il cardinale Renato Raffaele Martino è intervenuto al lancio della Campagna promossa dal Consiglio d'Europa (Coe) contro la violenza sui minori. Rispondendo a una domanda, circa l'impegno della Chiesa cattolica per mettere fine agli abusi contro i bambini, il porporato ha detto quanto segue .


Un primo determinante contributo è quello che viene dal Papa Benedetto XVI. Io ho il privilegio di portarvi oggi il suo forte incoraggiamento per l'opera contro la violenza sessuale verso i bambini. Voi sapete con quale sofferenza, chiarezza, rigore e decisione, il Pontefice in questi tempi ha affrontato la realtà dei crimini sessuali verso i bambini. Nella lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda (19 marzo 2010), per esempio, il Papa ha scritto: « Sono stato profondamente turbato dalle notizie apparse circa l'abuso di ragazzi e giovani vulnerabili da parte di membri della Chiesa... Non posso che condividere lo sgomento e il senso di tradimento che molti di voi hanno sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali» . Pochi giorni fa, il 19 novembre, in occasione del Concistoro, il Papa ha ancora affrontato la questione con tutti i cardinali del mondo. Secondo Benedetto XVI il delitto e lo scandalo della violenza sessuale verso i bambini richiede una «conversione» radicale dell'umanità e anche di membri della Chiesa stessa. L'origine più profonda di questi crimini è infatti il peccato. Ovviamente si tratta anche di reati gravissimi che vanno quindi perseguiti sotto il profilo canonico e civile.

La mia lunga esperienza a New York, presso le Nazioni Unite e in seguito come responsabile del dicastero Vaticano che si occupa della Giustizia e della Pace, mi ha permesso di constatare dolorosamente quanto sia ampia la realtà della violenza verso i bambini. Un primo lavoro dettagliato e su scala mondiale che testimonia la gravità di questo fenomeno è « Lo studio del segretario generale delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini» , del 2006. A questa ricerca, per la prima volta, hanno preso parte anche i bambini che hanno saputo descrivere con chiarezza le violenze subite e anche dare indicazioni per la soluzione del problema. I dati mostrano che le violenze accadono in primo luogo nell'ambito stesso della famiglia e nel cerchio amicale, ma anche nella scuola e nelle diverse istituzioni. Più di 200 milioni di minori avrebbero subito violenze sessuali. Occorre quindi affrontare il dramma tenendo conto di questa ampiezza. Sarebbe contraddittorio e ideologico considerare solo le istituzioni che hanno scelto la via della trasparenza. Si tratta di creare la più ampia sinergia e collaborazione possibile tra tutte le forze, sia a livello locale che globale. L'impegno per la protezione dei minori e dei giovani è quindi un campo di lavoro immenso e inesauribile.

L'esperienza che la Chiesa va facendo in questo ambito può diventare utile anche per altre istituzioni o per l'intera società. Molto sinteticamente vorrei indicare quattro capitoli in cui la Chiesa può contribuire in modo significativo.

1. Essenziale e delicato è l'aiuto, l'ascolto e l'accoglienza per le vittime. Occorre continuare a cercare la verità e la pace per gli offesi. Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro — a volte di diversi decenni —, ma evidentemente ancora aperte. Molte vittime non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale. C'è qualcosa che va ancora capito veramente. Probabilmente dobbiamo fare un'esperienza più profonda di eventi che così negativamente hanno inciso nella vita delle persone. Gli abusi feriscono a livello personale profondo.

2. Innanzi tutto c'é un'opera da compiere all'interno di ogni Istituzione, per procedere con rigore e trasparenza. La Chiesa si è preoccupata recentemente di far conoscere e di aggiornare la legislazione canonica riguardante il delitto di abuso sessuale sui minori. Il 21 maggio 2010 sono state pubblicate le nuove «Norme sui delitti più gravi» che riguardano le procedure e applicazioni del motu proprio «Sacramentorum sanctitatis tutela». Tra i delitti «più gravi» c'è l'abuso sessuale verso i bambini. Fra le novità introdotte rispetto alle norme precedenti si possono citare: lo snellimento delle procedure; il passaggio del termine della prescrizione da dieci a venti anni; l'equiparazione ai minori delle persone con limitato uso di ragione; e infine la introduzione di una nuova fattispecie: la pedopornografia.

È in corso di preparazione una lettera circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede alle conferenze episcopali con Linee guida per un programma coordinato, efficace e permanente. Molte sono le iniziative e i documenti già prodotti delle conferenze episcopali. In Irlanda è in corso una visita apostolica intesa a verificare come la Chiesa ha risposto al problema degli abusi e come possiamo aiutarla a evitare che si ripetano.

3. Un terzo capitolo è quello della collaborazione con le autorità civili. Bisogna tener conto che le norme di cui abbiamo parlato sono parte dell'ordinamento penale canonico, in sé completo e pienamente distinto da quello degli Stati. Tuttavia è altrettanto chiaro che occorre sempre collaborare con le autorità legislative e giudiziarie e dare puntualmente seguito alle disposizioni della legge civile vigente nel paese soprattutto per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte.

4. L'ultimo tema decisivo che vorrei citare è quello della prevenzione e della formazione, sia dei bambini che delle famiglie e del personale delle istituzioni educative. Nella formazione e selezione del personale occorre essere molto più rigorosi e bisogna anche fare i conti con un contesto culturale che spesso ha corrotto il significato profondo e armonico della sessualità e delle relazioni affettive. Tutte le misure possibili devono essere anche prese contro fenomeni nuovi, come la pedofilia e pornografia infantile su internet.

Infine vale la pena di sottolineare che quanto ho descritto è solo un esempio di quanto si sta compiendo. Si tratta complessivamente di un processo continuo, perché non possiamo credere di avere mai fatto abbastanza perché i nostri bambini siano adeguatamente protetti

Auguro ancora a questa campagna ricchi frutti e vi ringrazio per l'ascolto.

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