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L’immigrazione nel dopo Brexit

· Pubblicato il Libro Bianco che regolerà gli ingressi nel Regno Unito per studenti e lavoratori stranieri ·

Nell’ultimo question time del 2018, il premier Theresa May e il ministro degli interni Sajid Javid hanno presentato il «libro bianco» sull’immigrazione, chiarendo così il nuovo regime di ingressi che entrerà in vigore al termine del periodo di transizione post Brexit. L’obiettivo del governo, e probabilmente anche di tutti i britannici che hanno votato a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, è quello di ridurre drasticamente il numero di arrivi da 100.000 a qualche decine di migliaia l’anno, come ha ribadito in giornata il primo ministro.

Il premier Theresa May risponde al question time in parlamento (Ap)

Nel concreto, si prevede il visto della durata di un solo anno per i lavoratori poco qualificati e di cinque per quelli specializzati, a condizione che dimostrino di guadagnare uno stipendio non inferiore alle 30.000 sterline annue, circa 35.000 euro. In entrambi i casi si dovrà avere l’impegno di un impiego da parte di un datore di lavoro prima di entrare nel Regno Unito.

In particolare, sulla soglia minima del salario — oggetto della più forte discussione nel governo May — il ministro degli interni ha assicurato che non c’è ancora nulla di definitivo. Da alcuni settori che non possono fare a meno di lavoratori stranieri — il sistema sanitario nazionale è tra i primi — la soglia salariale è stata giudicata troppo alta, considerato che un’infermiera guadagna in media 23.000 sterline l’anno e i giovani medici 27.000.

In tema di giovani studenti, non è stato fissato un limite al numero di immatricolazioni di allievi stranieri, tuttavia dopo il master o la laurea si avranno solo sei mesi di tempo per trovare un impiego permanente. E a chi ottiene un dottorato di ricerca sarà concesso un anno. 

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21 agosto 2019

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