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L’immigrazione
come fonte di sviluppo

· I risultati del vertice del Consiglio europeo ·

«Di solito l’immigrazione viene trattata solo sotto il profilo della sicurezza e degli affari interni. Oggi invece parliamo di immigrazione e sviluppo. Per la prima volta siamo riusciti ad affrontare questo aspetto».

Migrante africano a Melilla (Reuters)

Non nasconde la propria soddisfazione Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza comune, per i risultati ottenuti nell’ultimo Consiglio europeo per lo sviluppo. Intervenendo ieri al termine del vertice, Mogherini ha sottolineato come l’Europa sia pronta a voltare pagina per «affrontare il tema dei flussi migratori e dei rifugiati sotto più aspetti e punti di vista». Nel corso del vertice è stato trattato in maniera approfondita «un tema che all’inizio del semestre era completamente fuori dal radar, ovvero delle conclusioni formali sul tema delle migrazioni e sviluppo; finalmente le migrazioni sono considerate non come un problema di sicurezza e umanitario, ma come un motore possibile di sviluppo» ha detto il vice ministro degli Esteri italiano, Lapo Pistelli, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell’Ue. «La presidenza italiana porta a casa un bottino pieno e cioè la capacità, al termine di un negoziato interessante e molto bello durato sei mesi, di definire la posizione europea sull’agenda di sviluppo post 2015, che verrà adottata nel settembre del prossimo anno dalle Nazioni Unite» ha dichiarato Pistelli, commentando i risultati del summit. Nel frattempo, l’Oim (organizzazione internazionale per le migrazioni) ha riferito che sono 163.369 i migranti e i richiedenti asilo giunti via mare in Italia dal primo gennaio al 30 novembre 2014.

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