Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’immane
equivoco

· Dopo la strage di Dacca ·

In questi giorni che seguono la carneficina di Dacca si moltiplicano analisi e tentativi di spiegare fenomeni che saremmo tentati di attribuire semplicemente a pura e feroce follia, se non fossero la punta dell’iceberg di stati d’animo assai diffusi al mondo e chiari indicatori di un futuro molto difficile tanto per l’occidente, quanto per la grande parte del mondo abitata dall’umma musulmana, quella “comunità dei fedeli” la cui radice etimologica si avvicina e ricorda quella di umm e cioè “madre”.

Il dettaglio letteralmente sconvolgente è costituito dalle fotografie degli attentatori. Appaiono felici, con le loro armi automatiche imbracciate, per un progetto già chiaramente delineato nelle loro menti e per la prospettiva di uccidere e di essere uccisi. Trasmettono determinazione e serenità e il loro messaggio è per questo tanto più pericoloso e potenzialmente contagioso.

Dobbiamo cercare di capire in profondità quale perversa ideologia, quale meccanismo psicologico, quale fuorviante autoidentificazione possa catturare la mente e tutto l’essere di giovani usciti da famiglie normali e da normali scuole e università.

Forse qualcuno sta portando avanti la sua personale “battaglia culturale”, forse semplicemente non vediamo, mentre qualcosa di importante si sta muovendo nelle nostre società. Dobbiamo allora metterci in ascolto per scoprire e leggere i segnali di una risposta culturale che forse sta prendendo inizio.

di Antonio Zanardi Landi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE