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​Limature alla Brexit e negoziato aperto sull’Italia

· Al consiglio europeo di fine anno ·

Sono ripresi questa mattina a Bruxelles i lavori del consiglio dei capi di stato e di governo dell’Ue iniziati ieri sera e proseguiti fino a tarda notte. In apertura, i leader presenti hanno osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime dell’attentato di Strasburgo.

Il presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha ribadito ancora una volta che l’accordo sulla Brexit, faticosamente raggiunto lo scorso mese, «non si cambia». L’Ue ha soltanto fatto qualche piccola concessione alle richieste del Regno Unito: nella dichiarazione esplicativa allegata all’accordo di oltre 500 pagine, si sottolinea che al backstop — il sistema che prevede di far rimanere l’Irlanda del Nord nel mercato unico fino a quando non sarà trovata una soluzione per il confine con l’Irlanda — si ricorrerà «soltanto in ultima istanza», come «misura temporanea e per un breve periodo di tempo». Viene confermato, invece, che non ci sarà alcuna possibilità di rescindere dal backstop unilateralmente. Inoltre, la dichiarazione aggiuntiva di ieri sera non ha alcun valore legale: non è stata soddisfatta, dunque, la richiesta in questo senso del premier britannico Theresa May. Il premier ieri ha parlato ai 27 leader europei per quasi un’ora — molto di più dei 10 minuti inizialmente previsti — e ha spiegato che per far passare il patto sulla Brexit al parlamento britannico bisognava modificare il backstop. Alla fine, May ha rinunciato a chiedere un giorno limite per la fine del backstop, ma in cambio ha chiesto una data di inizio dei futuri rapporti tra Londra e Bruxelles. Si ipotizza un ulteriore vertice straordinario a gennaio. Subito dopo le festività, May farà votare questo piano Brexit leggermente modificato in parlamento. Sarà il momento in cui presenterà una sola alternativa: quella tra il suo piano e un mancato accordo, no deal. Proprio l’ipotesi di un mancato accordo sembra diventare sempre più concreta.

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23 marzo 2019

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