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L'illusione della ripresa per tutti

· L'Ocse prevede squilibri nelle principali aree del mondo ·

«Con una ripresa moderata si stanno riaprendo squilibri globali nelle principali aree del mondo, perciò servono soluzioni macroeconomiche, politiche fiscali in grado di ridurre il debito pubblico e d'incentivare la crescita». Questa la diagnosi di Pier Carlo Padoan, il segretario generale aggiunto e capo economista dell'Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che in una dichiarazione a «L'Osservatore Romano» fa il punto sull'attuale situazione economica e sui problemi legati alla ripresa.

«La crisi ha varie dimensioni: una fiscale, una riguardante il debito pubblico e la crescita e una istituzionale», spiega Padoan. Bisogna poi distinguere gli aspetti microeconomici, come la questione della tassazione bancaria in Europa discussa al vertice di Bruxelles. «Si tratta — aggiunge l'economista — di cose che hanno a che fare con squilibri interni alle singole Nazioni e di cui dovranno occuparsi i Governi in un'ottica di cooperazione». Ma la crisi globale ha messo in evidenza soprattutto come il sistema dell'Unione europea fosse carente sotto molti aspetti. «Mancava un processo di sorveglianza delle economie — sottolinea Padoan — ed era necessario un sistema di gestione comune di possibili crisi». E tuttavia, negli ultimi tempi sono stati compiuti notevoli passi in avanti. «Si nota — aggiunge Padoan — un'accelerazione della risposta europea a partire da un patto di stabilità più esteso».

Una ripresa troppo veloce o troppo lenta potrebbe aprire problematiche inattese e generare effetti collaterali, come nuove sacche di povertà e un divario crescente tra i Paesi poveri e quelli più sviluppati. Già la Banca centrale europea (Bce) aveva lanciato qualche tempo fa l'allarme sull'illusione di una ripresa immediata. Soffermandosi sugli squilibri globali, la Bce ha citato il forte disavanzo commerciale statunitense, finanziato in particolare dagli acquisti di titoli di Stato americani dalla Cina. E anche il surplus nel commercio estero cinese sta comportando tassi di crescita stellari che lasciano più di qualche perplessità agli analisti di mezzo mondo. Nel suo bollettino mensile, l'Eurotower ha sottolineato che la riduzione degli squilibri globali durante la crisi «è stata solo parziale e probabilmente di natura per lo più temporanea». La conclusione degli esperti dell'istituto guidato da Jean-Claude Trichet è che «esiste un forte interesse a evitare per il futuro una correzione disordinata, che risulterebbe costosa per tutte le economie». Serve quindi «una risposta mondiale e significativa sul piano delle politiche economiche». Servono riforme concrete: «Nel mercato del lavoro — dicono gli analisti dell'Eurotower — una sufficiente flessibilità dei salari e il potenziamento degli incentivi all'occupazione sono necessari per prevenire una disoccupazione strutturale più elevata nei prossimi anni».

La questione degli squilibri globali è stata sollevata anche dal Fondo monetario internazionale. Il direttore generale dell'organizzazione, Dominique Strauss-Kahn, intervenendo a marzo in una conferenza organizzata a Bruxelles, aveva dichiarato che «la ripresa in gioco è solo un primo passo; il pericolo è che ci potremmo ritrovare, una volta passata la tempesta, con gli stessi problemi che avevamo prima della crisi, problemi che non sono scomparsi».

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