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· Raccolta fondi in Indonesia per sostenere i seminaristi più poveri ·

Jakarta, 13. Una nuova raccolta fondi per permettere ai seminaristi, in particolare quelli provenienti da famiglie povere, di completare il proprio percorso di formazione è stata lanciata domenica scorsa in Indonesia. L’iniziativa è promossa dal movimento laicale cattolico Gotaus, che da tredici anni sostiene i seminari minori sparsi per l’arcipelago. All’apertura della sottoscrizione — di cui dà notizia AsiaNews — hanno partecipato i vescovi i quali hanno sospeso temporaneamente i lavori dell’annuale assemblea della Conferenza episcopale e visitato la parrocchia di San Matteo apostolo a Kosambi Baru (West Jakarta). A guidare la delegazione, composta da trentuno presuli, era l’arcivescovo presidente, Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo.

I vescovi indonesiani e i vertici di Gotaus hanno promosso la visita alla parrocchia di San Matteo proprio allo scopo di raccogliere fondi e finanziare il percorso di studi dei futuri sacerdoti. E in migliaia hanno risposto all’appello, partecipando in massa alla solenne concelebrazione eucaristica, con i presuli e il parroco, padre Susilo.

In Indonesia vi sono circa 5.600 giovani all’interno di trentasette seminari minori sparsi per l’arcipelago e la maggior parte di loro — ha spiegato monsignor Dominikus Saku, vescovo di Atambua e responsabile della Commissione per i seminari — proviene da famiglie indigenti o di modesto rango sociale; gli studenti in alcuni casi devono lottare persino per poter raccogliere il denaro sufficiente per coprire il sostentamento, un pasto caldo e acqua potabile.

Sarebbero almeno 3.600 i seminaristi che necessitano di un aiuto economico per proseguire negli studi; a questi si aggiunge anche il problema dei docenti, che in molti casi abbandonano la cattedra per motivi personali o alla ricerca di condizioni economiche migliori. 

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