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Libia, scendono in campo le diplomazie russa e cinese

· Bombardamenti dell’Alleanza atlantica su Tripoli ·

Si intensificano i contatti internazionali per cercare di trovare una soluzione alla crisi libica: dopo l’Unione africana che ha presentato una road map, scendono in campo Russia e Cina, mentre la Nato continua a bombardare Tripoli. L’Alleanza atlantica ha smentito che i suoi caccia abbiano colpito deliberatamente edifici della radio e della televisione di Stato. La Nato ha invece ripetutamente bombardato, anche questa mattina sono state udite dieci esplosioni, il quartiere generale dei servizi segreti di Gheddafi.

È slittata di 24 ore la missione in Libia dell’inviato speciale russo Mikhail Margelov, che è giunto oggi a Bengasi per incontrare i leader dell’insurrezione a cominciare da Mustafa Abdul Jalil, presidente del consiglio nazionale di transizione. Nell’itinerario di Margelov, consigliere per gli Affari africani del presidente russo, Dmitri Medvedev, non sarà invece compresa alcuna tappa a Tripoli, molto probabilmente anche per ragioni di sicurezza: una circostanza che rischia tuttavia di compromettere la stessa natura mediatoria della sua missione, e di restringere eccessivamente le possibilità di Mosca di ottenere un cessate il fuoco, già di per sé scarse. «Un protrarsi del conflitto armato comporterà un peggioramento della situazione umanitaria non soltanto in Libia», ha avvertito l’inviato russo, «ma anche negli Stati confinanti che ne stanno accogliendo i profughi. Tutto ciò minaccia di tradursi in una pericolosa destabilizzazione dell’intera regione», ha concluso.

Il ministro degli Esteri libico, Abdul Ati Al Obeidi, è atteso invece oggi a Pechino, per una visita che durerà fino a giovedì. Lo ha annunciato Hong Lei, portavoce del Governo cinese citato dall’agenzia Nuova Cina. «L’inviato speciale Abdul Ati Al Obeidi, che è segretario generale per le Relazioni con l’estero e la Cooperazione internazionale, è in visita in Cina da martedì a giovedì», si è limitato ad annunciare il portavoce senza precisare quale sarà l’agenda di Al Obeidi.

Intanto, sembra continuare l’avanzata dei ribelli libici, che ieri sono entrati a Yafran, città a 70 chilometri a sudovest di Tripoli, prima occupata dalle forze lealiste. «Il tempo di Gheddafi è ormai alla fine e la comunità internazionale deve cominciare a pensare al dopo regime», ha detto a Bruxelles il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. I ministri della Difesa degli alleati cominceranno a preparare il post-Gheddafi già mercoledì e giovedì in un incontro a Bruxelles. La riunione servirà anche a fare il punto sui mezzi a disposizione della missione Unified Protector.

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25 febbraio 2020

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