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​Libia principale base dell’Is

· ​Secondo la Cia il gruppo è pronto a lanciare nuovi attacchi ·

Nonostante i progressi della coalizione internazionale a guida statunitense, che avanza sul campo di battaglia e riduce il sistema di autofinanziamento del cosiddetto Stato islamico (Is), il gruppo fondamentalista «mantiene la sua capacità terroristica e il suo raggio d’azione globale». Lo ha ammesso ieri il capo della Cia, John Brennan, nel corso di una audizione al Congresso. Brenna prevede che l’Is «intensificherà la sua campagna del terrore globale per mantenere il suo predominio nell’agenda del terrorismo globale».

Combattimenti tra forze lealiste e jihadisti dell’Is nelle strade di Sirte (Afp)

E lo farà, ha riferito, continuando ad addestrare e a inviare in Occidente i suoi uomini, mobilitando i “lupi solitari” e affidandosi maggiormente alle tattiche della guerriglia per compensare le sue perdite territoriali in Medio oriente. Brennan si è detto preoccupato dalla crescita, come base di operazioni dell’Is, della Libia, dove ci sono 5000-8000 militanti.
A suo avviso il gruppo libico dell’Is è probabilmente il più evoluto e pericoloso. Sale la preoccupazione anche per il tentativo dell’Is di mobilitare i propri seguaci a compiere attentati. È la minaccia dei “lupi solitari”, come appare essere finora il killer di Orlando Omar Mateen, che secondo Brennan non aveva «alcun legame diretto» con gruppi terroristici «nonostante la sua dichiarazione di fedeltà» all’Is.
E anche se il numero dei militanti in Siria e in Iraq è sceso dai 33.000 dello scorso anno ai 18-22.000 di ora, il numero complessivo dei combattenti è ancora superiore a quello raggiunto da Al Qaeda nel suo “momento migliore”. L’Is sta inoltre rimpolpando le sue fila annettendo gruppi come Boko Haram, dotato di migliaia di militanti e diventato il suo braccio armato nell’Africa occidentale. Faticano invece a guadagnare terreno la branca yemenita, divisa in varie fazioni, e quella afghana-pakistana, in parte per la competizione con gli insorti talebani.
Nel frattempo, in Libia si continua a combattere. È di almeno dieci morti e sette feriti il bilancio di un attacco suicida condotto con un’autobomba ad Abu Grein, cittadina libica a metà strada tra Misurata e Sirte. Le forze fedeli al Governo di Tripoli del premier designato, Fayez Al Sarraj, impegnate nell’operazione per la liberazione di Sirte, hanno confermato l’attentato compiuto da miliziani dell’Is nel corso della loro controffensiva per espugnare il porto della città.

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24 agosto 2019

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