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Libia nel caos

· Esponenti di Tripoli e Tobruk non cederanno il potere al premier Al Sarraj ·

Colloqui in Egitto dell’inviato speciale dell’Onu Martin Kobler

Mentre proseguono violenti i combattimenti a Bengasi un’ulteriore serie di ostacoli si è abbattuta ieri sul governo di unità nazionale libico del premier designato Fayez Al Sarraj. Da Tobruk e Tripoli sono partite bordate contro l’Esecutivo, la cui entrata in funzione è stata sancita dal consiglio presidenziale libico — guidato dallo stesso Al Sarraj — dopo gli incontri a Tunisi sotto l’egida Onu.

Reparti della polizia a Tripoli (Afp)

Il Governo Al Sarraj «rispetti la legge» e «aspetti la fiducia del Parlamento e il giuramento prima di iniziare a lavorare», ha tuonato Aguila Saleh, presidente del Parlamento di Tobruk, l’unico a essere legittimato dalla comunità internazionale. Saleh è da tempo in prima linea contro la mediazione dell’Onu, ed è stato protagonista di dure critiche nei confronti di Bernardino León prima e Martin Kobler oggi, i due inviati speciali delle Nazioni Unite che hanno portato avanti le trattative — durate oltre un anno — tra le varie fazioni libiche per arrivare a un’intesa, sottoscritta infine in Marocco con gli accordi di Skhirat dello scorso 13 dicembre. Poi la “rottura”, arrivata domenica, quando il consiglio presidenziale ha di fatto trasformato l’appoggio al Governo siglato da oltre 100 parlamentari di Tobruk in una sorta di “fiducia”. La comunità internazionale, ha incalzato Saleh, «ha intenzionalmente fatto sprofondare la Libia nel caos e abbandonato il popolo libico». Intanto, l’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Martin Kobler, è da ieri al Cairo per una visita di due giorni che termina oggi. Il diplomatico tedesco sta incontrando numerose personalità egiziane, e anche diversi esponenti libici residenti nel Paese, per fare il punto sulla situazione nel Paese e assicurare il sostegno del Parlamento di Tobruk al Governo di unità nazionale.

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18 agosto 2019

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