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​Libia
l’inferno senza fine
dei profughi

· Già 3400 gli sfollati: molti civili non riescono ad allontanarsi dalle zone dei combattimenti ·

Persone migranti intercettate dalla Guardia costiera libica

Un appello drammatico a lasciar fuggire i civili, vittime inermi della guerra. E a vigilare il più possibile sui luoghi dove vengono tenuti i profughi presenti in Libia, dove le condizioni di vita erano già inaccettabili ben prima dell’escalation militare. Mentre la diplomazia è al lavoro per cercare di frenare la caduta in uno scenario di guerra dagli esiti imprevedibili, la preoccupazione degli operatori umanitari attivi nel paese è tutta rivolta a quanti sono in condizione di estremo bisogno e fragilità. «Tutti i civili che vogliono lasciare le aree coinvolte nei combattimenti dovrebbero farlo liberamente senza finire sotto attacco», ha sottolineato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice per il Medio oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International. E l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari ha reso noto che finora sono circa 3400 le persone sfollate a causa dei combattimenti, mentre in alcune zone i residenti non riescono neanche a fuggire a causa dell’intensità degli scontri. Le richieste di una tregua per evacuare i feriti e i civili da alcune zone sono state ignorate.

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19 agosto 2019

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