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Libia incandescente

· Dopo l’arrivo a Tripoli del Governo di unità nazionale ·

Gruppi armati in azione nella capitale


Tensione sempre più alta a Tripoli,dove ieri sono arrivati il premier incaricato del Governo nazionale libico (appoggiato dalle Nazioni Unite e dall’Ue), Fayez Al Sarraj, esei membri del suo Gabinetto, nonostante le minacce dell’Esecutivo ribelle nella capitale.

Militari di guardia alla sede del nuovo Esecutivo (Reuters)

L’arrivo della delegazione, sbarcatanella base navale di Abu Sita, situata a tre chilometri dal centro, è stato salutato come un importante passo avanti dai Governi italiano, britannico, statunitense, dall’Unione europea e da Martin Kobler, inviato dell’Onu. Subito dopo lo sbarco, il primo ministro ha proclamato l’entrata in funzione del proprio Esecutivo, segnando una data fondamentale nella lunga crisi. Ma le autorità disconosciute insediate a Tripoli hanno chiesto ad Al Sarraj di lasciare immediatamente la capitale.Nella serata di ieri in città sono stati uditi numerosi colpi d’arma da fuoco di origine sconosciuta. Varie arterie della capitale sono state bloccate da gruppi di uomini armati, alcuni in uniforme, altri in abiti civili e con mitra kalashnikovper impedire ai sostenitori del Governo di unità di radunarsi a piazza dei Martiri.Il colonnello Abdel Rahman Al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza del Governo di riconciliazione nazionale,ha assicurato che «nessuna forza straniera ha partecipato all’operazione condotta ieri di rientro a Tripoli dei membri dell’Esecutivo».Con il chiaro intento di rendere meno incandescente l’arrivo del premier, il colonnello ha sostenuto che ad entrare a Tripoli è stato «il consiglio presidenziale» guidato da Al Sarraj, ossia il nucleo dell’Esecutivo, «e non il Governo di intesa nazionale» vero e proprio. Questo, peraltro, si era visto negare la fiducia per la quinta volta ieri dal Parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale, ma rifugiato a Tobruk, dove c’è un terzo primo ministro, anch’egli ostile al Governo di unità nazionale. La situazione è di ora in ora sempre più ingarbugliata.

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21 novembre 2019

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