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Libia frammentata

· Governo di riconciliazione del premier Al Sarraj tenta di insediarsi a Tripoli ·

Resta sempre frammentata, confusa e incerta la situazione in Libia. Il vicepremier del Governo di riconciliazione nazionale, Musa Al Kuni, ha affermato ieri: «Entro le prossime ore trasferiremo il Consiglio di presidenza nella capitale Tripoli». Parlando con il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in visita ieri a Tunisi, l’esponente politico secondo la ricostruzione fornita dai media del suo Paese, ha affermato che presto sarà fatto «il passo necessario per rendere effettivi gli accordi politici di riconciliazione, esaudendo così le aspettative del popolo libico». 

Il segretario generale dell’Onu  Ban Ki-moon in missione a Tunisi (Reuters)

Nel corso della riunione le due parti hanno discusso della situazione e Al Kuni ha aggiunto che «sono in corso sforzi per garantire la sicurezza in occasione dell’arrivo del Consiglio di presidenza a Tripoli». Il segretario generale dell’Onu si è detto invece preoccupato per i riflessi legati all’espansione del terrorismo — soprattutto legato al cosiddetto Stato islamico (Is) — nel Paese nordafricano. Intanto, il presidente della Camera dei rappresentanti, Aguila Saleh, ha convocato i deputati del Parlamento di Tobruk — quello riconosciuto dalla comunità internazionale — per riprendere la discussione sul voto di fiducia al nuovo Governo di riconciliazione nazionale. In una nota diffusa da Saleh, si legge che «la lotta al terrorismo non è solo limitata ai combattimenti armati, ma è anche una battaglia politica che non è meno importante di quella militare». I precedenti cinque tentativi di votare la fiducia al nuovo Governo del premier incaricato, Fayez Al Sarraj, sono falliti per il boicottaggio dei deputati legati al generale Khalifa Haftar, ministro della Difesa dell’entità governativa attiva nella Cirenaica.

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21 agosto 2019

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