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Libertà spirituale

· ​Inaugurata una parrocchia nel carcere di Asunción in Paraguay ·

Fra le oltre sessanta parrocchie dell’arcidiocesi di Asunción, in Paraguay, ce n’è una molto speciale: è quella della Madonna della Misericordia, inaugurata il 19 febbraio scorso all’interno del penitenziario nazionale di Tacumbú, quartiere della capitale, affinché i detenuti possano, se lo vogliono, proseguire la loro formazione spirituale e prepararsi al reinserimento nella società. Nella concelebrazione eucaristica presieduta per l’avvenimento, l’arcivescovo di Asunción, Edmundo Ponciano Valenzuela Mellid, ha spiegato che l’elevazione della cappella (già presente nel carcere) a parrocchia personale penitenziaria «Virgen de la Merced» si realizza nell’Anno della misericordia voluto da Papa Francesco, in modo che «le persone che cercano la pace interiore possano avvicinarsi al luogo dove conoscere la parola di Dio». Il presule fra l’altro quel giorno — prima volta per un arcivescovo — ha visitato e benedetto la prigione nazionale di Tacumbú, accompagnato dal ministro della Giustizia, Carla Bacigalupo.
È stato predisposto che la parrocchia divenga centro di pellegrinaggio e luogo dove ottenere l’indulgenza plenaria. Uno degli atti di carità auspicati dal Pontefice per il giubileo è proprio la visita alle carceri. Monsignor Valenzuela Mellid lo ha ricordato nell’omelia, esortando i detenuti a essere misericordiosi fra loro e a non perdere la speranza in una vita migliore. «La parrocchia darà grande beneficio interiore alle persone private della libertà personale a Tacumbú, poiché attraverso la parola di Dio avranno la libertà spirituale», ha detto a sua volta il parroco, padre Luis Arias. Ma, durante la visita, è stata affrontata anche la questione della condizione dei detenuti all’interno del carcere e come, nel più breve tempo possibile, migliorarne la vivibilità con un lavoro che coinvolga tutti i settori della società.

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21 agosto 2019

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