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Libertà religiosa e dialogo

Cuore dell'anno cristiano, la Pasqua richiama ogni donna e uomo — siano essi già battezzati o semplicemente in cerca della verità — alla conversione. Per questo da tempi antichissimi la liturgia della Chiesa prevede nella veglia pasquale il battesimo dei neofiti e il rinnovamento delle promesse battesimali per quanti già lo hanno ricevuto.

Sulla morte e risurrezione del Verbo incarnato — avvenimento che davvero «ha cambiato il corso della storia» — ha meditato profondamente Benedetto XVI durante le celebrazioni, battezzando a San Pietro sette adulti provenienti da ogni parte del mondo, ai quali ha poi amministrato la cresima e la comunione, come ogni anno avviene nella liturgia papale.

Tra loro vi è un giornalista di origine egiziana, Magdi Allam, vicedirettore ad personam del «Corriere della Sera», il più importante quotidiano italiano. Questi, dopo una lunga ricerca personale e la preparazione necessaria a questo passo, ha chiesto liberamente di essere battezzato, con il nome di Cristiano.

L'avvenimento, che è tanto singolare quanto solenne e gioioso, non è stato enfatizzato, come dimostra la riservatezza che sino all'ultimo ha accompagnato la notizia e conferma il pertinente commento del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi: il Papa non fa «differenza di persone», tutte importanti davanti a Dio e benvenute nella comunità della Chiesa. Il  gesto di Benedetto XVI ha nello stesso tempo un importante significato perché afferma, in modo mite e chiaro, la libertà religiosa. Che  è anche libertà di cambiare religione, come nel 1948 fu sottolineato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (anche se in seguito, purtroppo, la dichiarazione è stata proprio su questo punto ridimensionata). Così chiunque chieda senza costrizione il battesimo ha il diritto di riceverlo.

E come non vi è stata enfatizzazione, così non vi è alcuna intenzione ostile nei confronti di una grande religione come quella islamica. Da molti decenni ormai la Chiesa cattolica ha dimostrato una volontà di confronto e di dialogo con il mondo musulmano, nonostante mille difficoltà e ostacoli. Ma  difficoltà e ostacoli non devono oscurare quanto vi è in comune e quanto può venire dal futuro, come si legge nella   dichiarazione conciliare Nostra aetate e da allora hanno più volte ripetuto i Romani Pontefici.

Con il battesimo — ha detto Benedetto XVI durante la grande veglia e poi nel tradizionale messaggio alla città e al mondo — la luce di Dio entra in noi trasformando le stesse tenebre, e la Pasqua significa che Cristo è la «speranza vera per ogni essere umano». Chiamando ognuno alla conversione, cioè «a vivere rifiutando l'odio e l'egoismo». Perché davvero nell'amore di Cristo «il cuore di Dio e il cuore dell'uomo si sono toccati».

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23 ottobre 2019

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