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Libertà
e garanzie democratiche

· Documento dei presuli della Repubblica Democratica del Congo ·

Profonda preoccupazione, tristezza e angoscia per l’aggravarsi della crisi politica che mette a repentaglio la stabilità e la sicurezza del paese sono state espresse dalla Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo riunita, nei giorni scorsi, a Kinshasa, per un’assemblea plenaria straordinaria. «In meno di tre mesi dalla nostra ultima assemblea plenaria straordinaria svoltasi dal 22 al 24 novembre scorso — scrivono i vescovi congolesi in un documento diffuso al termine dei lavori— ci siamo riuniti nuovamente a causa dell’aggravarsi della crisi».

I presuli hanno ribadito che «la Chiesa non è subordinata a nessuna organizzazione politica. La sua unica preoccupazione è quella di contribuire al benessere dell’intero popolo congolese, per salvaguardare e promuovere la dignità della persona umana, il rispetto per la vita, la libertà e i diritti fondamentali». Nel suo messaggio l’episcopato ribadisce l’urgenza di partecipare alle elezioni del 23 dicembre prossimo e sollecita la piena ed effettiva attuazione delle disposizioni in sospeso relative all’”accordo di San Silvestro”, tra cui: il completamento delle misure per alleggerire il clima politico, la rivitalizzazione della commissione elettorale (Ceni), le disposizioni relative al consiglio superiore dell'audiovisivo e della comunicazione (Conseil Supérieur de l’Audiovisuel et de la Communication). Al riguardo, i vescovi congolesi chiedono «l’annullamento delle disposizioni che vietano manifestazioni pacifiche, che si intraprendano azioni legali contro coloro che hanno commesso crimini in occasione delle marce organizzate dal Comitato di coordinamento laico e che vengano prese misure adeguate per regolare le marce pacifiche come avviene in altri paesi del mondo». Inoltre, chiedono di fermare le minacce e le accuse contro gli organizzatori delle manifestazioni che hanno soltanto esercitato i loro diritti riconosciuti dalla Costituzione; di rendere credibile ed efficace l’autorità dello stato per salvaguardare l’integrità del territorio nazionale; di proteggere i confini e garantire la sicurezza della popolazione e delle sue proprietà. I vescovi invitano anche la commissione elettorale a rimuovere le ambiguità e i sospetti attorno alla “macchina del voto” accettando la sua certificazione da parte di esperti nazionali e internazionali».

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14 dicembre 2019

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