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Libertà di coscienza

· I vescovi e 25 organizzazioni religiose e sanitarie si appellano al Congresso degli Stati Uniti ·

La Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) si è unita ad altre venticinque organizzazioni pro-vita, religiose e di assistenza sanitaria per sollecitare la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ad approvare la legge sull’obiezione di coscienza (Conscience Protection Act, H.R. 4828). Tra i firmatari anche dieci organizzazioni di medici in rappresentanza di decine di migliaia di operatori sanitari statunitensi che si oppongono all’aborto e che sono alla ricerca di una tutela giuridica per servire i loro pazienti senza rinunciare ai loro principi religiosi e morali.

«Le leggi federali che proteggono l’obiezione di coscienza in tema di aborto — si legge in una lettera della Conferenza episcopale — sono state approvate per decenni dai congressi e dai presidenti di entrambi i partiti. Anche molti americani favorevoli alla pratica abortiva si rendono conto che la logica della loro posizione impone anche di rispettare la scelta di non esserne coinvolti. Eppure è sempre più chiaro che le leggi attuali offrono molta meno protezione nella pratica rispetto a quanto previsto nella teoria». La Conscience Protection Act (H.R. 4828), presentata al Congresso il 22 marzo, intende proprio porre rimedio alle diverse “scappatoie” che nelle leggi federali vigenti permettono la violazione del diritto all’obiezione di coscienza.

La lettera dell’episcopato, fra l’altro, cita quanto accaduto in California, dove vi è l’obbligo per lo Stato di fornire i servizi abortivi in quasi tutti i piani sanitari, e il caso dell’infermiera di New York Cathy DeCarlo, costretta ad assistere a un aborto tardivo nella clinica sanitaria dove lavora, nonostante la sua obiezione di coscienza.

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21 agosto 2019

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