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Sicurezza in cambio di libertà

· ​Il romanzo «Sottomissione» di Michel Houellebecq ·

Il titolo del libro, Sottomissione, allude evidentemente alla traduzione del termine arabo islam, che vuole appunto dire questo ed è anche il tema di fondo di tutto il romanzo di Houellebecq, che induce appunto a riflettere sulla disponibilità dell’essere umano ad accettare questa situazione.

In cambio di sicurezza, benessere, potere e piacere, si può anche accettare la sottomissione. Che è anche una sottile tentazione a depositare il fardello della responsabilità, le fatiche delle scelte, come induce a pensare la citazione che l’autore fa, a questo proposito, del romanzo erotico L’histoire d’O, che con l’islam non ha nulla a che fare, ma con il piacere della sottomissione molto. Lo scrive Lucetta Scaraffia aggiungendo che come sempre nei romanzi di questo autore, il protagonista è profondamente antipatico: maschio bianco di mezza età, abulico, privo di interessi e di sentimenti, poco disponibile ai legami sociali, interessato — tiepidamente — solo al sesso e al calcio. Ma, come sempre nei romanzi di Houellebeq, lo sguardo dello scrittore sa leggere con acutezza nelle debolezze della nostra società, sa metterne in luce le crepe e le contraddizioni. Tema ricorrente — che ha già ispirato Piattaforma, in cui affrontava il turismo sessuale — è la crisi del rapporto fra donne e uomini, la povertà a cui si è ridotto il legame dopo la rivoluzione sessuale, scardinando ogni forma antica di rapporto e relazione senza sostituirne di nuove. Ma in questo romanzo egli tocca anche la crisi della scuola, la sua incapacità di trasmettere valori, di trasmettere cultura viva: il protagonista infatti è un professore universitario, studioso di un autore decadente francese, Huysmans, e il suo ambiente di docenti invecchiati e inariditi, carrieristi e ridotti a una povertà senza speranze da una crisi economica che sta affossando il Paese, e che colpisce in primo luogo proprio l’istruzione. La mitica Sorbona è diventata un edificio in disarmo, dove le aule vengono affittate per riunioni d’affari, sfilate di moda, qualsiasi cosa pur di fare un po’ di soldi.

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14 ottobre 2019

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