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Libero scambio ma attenzione ai più deboli

· Documento della Comece per i deputati dell’Unione europea ·

Bruxelles, 15. Il trattato di libero scambio (Transatlantic Trade and Investment Partnership, Ttip) attualmente in corso di negoziato tra gli Stati Uniti e l’Unione europea desta qualche preoccupazione tra i vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). 

In occasione dell’assemblea plenaria autunnale svoltasi nei giorni scorsi a Bruxelles i presuli hanno voluto conoscere meglio gli aspetti economici ed etici del trattato dedicando la loro plenaria alla analisi del partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Il trattato, secondo i promotori, avrebbe l’obiettivo di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici per facilitare l’acquisto e la vendita di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti.

L’accordo, scrivono i presuli in un documento, «solleva una serie di problemi e di controversie e la Chiesa deve far sentire la voce dei più deboli e dei più poveri in Europa e nel mondo, nella misura in cui saranno interessati dall’accordo sul libero scambio». Nel comunicato diffuso al termine della plenaria, la Comece fa sapere che a informare accuratamente i vescovi europei sul contenuto preciso dei negoziati è stato il capo negoziatore per l’Unione europea per il Ttip, Garcia Bercero. A essere esaminati sono stati anche gli elementi che sono stati esclusi dal Trattato (come gli ogm e le denominazioni d’origine), nonché le prossime fasi dei negoziati. Dopo un esame del testo a 360 gradi, la Comece ha stimato che «al di là delle questioni strettamente commerciali che solleva, il Ttip interroga la nostra identità europea e come tale identità possa affermarsi e profilarsi nel mondo».

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19 agosto 2019

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