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Liberiamole
dalla schiavitù

· A Roma la via crucis contro tratta e prostituzione ·

 Sono più di centomila le donne straniere costrette a prostituirsi in Italia. Hanno tra i 15 e i 25 anni e sono soprattutto nigeriane, romene, albanesi, cinesi e sudamericane. Attratte dalla speranza di una vita migliore, cadono nella rete della tratta finendo sulle strade della periferia oppure nascoste per anni nel sottoscala di qualche nightclub. È a loro che è dedicata la via crucis «Per le donne crocifisse», giunta alla terza edizione. L’appuntamento è per domani (venerdì) a Roma, alle ore 19.30 presso il ponte Settimia Spizzichino, alla Garbatella. L’iniziativa — promossa dall’associazione Comunità Papa Giovanni xxiii e dalla diocesi di Roma — si snoderà attraverso sette stazioni e si concluderà all’interno della chiesa di Santa Francesca Romana. Verrà ascoltata la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di schiavitù.

A loro è andato il pensiero del Papa durante l’udienza generale di ieri: «Saluto la Comunità Papa Giovanni XXIII e, mentre esorto a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione, invito i romani — ha detto Francesco — a partecipare alla via crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella». Giovanni Paolo Ramonda, presidente dell’associazione, ha ringraziato il Pontefice «per le parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla via crucis per le donne crocifisse. L’attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze».

Alla via crucis è prevista la partecipazione dell’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e di altre personalità, alcune delle quali porteranno sulle spalle la grande croce. «Scendiamo in strada insieme», esortano gli organizzatori, «per abbracciare simbolicamente tutte le strade di questo orribile mercato, per donare solidarietà e innalzare la preghiera di supplica al Signore nei confronti di giovani sorelle che chiedono di essere liberate». Un fenomeno, quello della prostituzione, quadruplicato negli ultimi due anni, anche a causa dei numerosi sbarchi.

Era il 21 marzo 2014 quando a Roma scesero in strada migliaia di persone in preghiera per le vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale. In testa donne magistrato, giornaliste, atlete, parlamentari. Dopo il coinvolgimento, l’anno scorso, di circa ottomila persone nel centro della capitale, nuovamente è chiamato a raccolta il popolo impegnato con e per le vittime di quella che don Oreste Benzi (fondatore della Comunità Papa GiovanniXXIII) chiamava «una nuova schiavitù». Coordinatore dell’evento è don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti-tratta e assistente spirituale dell’associazione. Nell’agosto 2016 Papa Francesco incontrò a sorpresa, nell’ambito dei «venerdì della misericordia», venti donne (ospiti della comunità) che sono state liberate dalla schiavitù del racket della prostituzione.

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