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Liberi gli osservatori dell’Osce sequestrati in Ucraina

· Non si ferma l’offensiva di Kiev nell’est del Paese mentre Obama e Merkel avvertono Putin ·

Gli osservatori militari dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) in ostaggio a Sloviansk sono stati liberati oggi. Lo ha reso noto l’inviato del Cremlino Vladimir Lukin. Ma resta molto tesa la situazione nel sud-est dell’Ucraina, dove si fronteggiano i soldati di Kiev e i miliziani armati filo-russi. Il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, ha annunciato oggi che l’operazione antiterrorismo contro le roccaforti dei ribelli a Sloviansk e Kramatorsk continua. Il bilancio degli scontri di ieri è di almeno 53 vittime, tra questi i 42 morti nella strage di Odessa.

Combattimenti nel centro di Odessa (France Press)

Intanto, sono stati dichiarati tre giorni di lutto a Odessa. Lo hanno reso noto le autorità cittadine, annunciando poi l’arresto di 130 persone che hanno partecipato ai disordini. La polizia non è riuscita ieri a evitare gli scontri tra alcune centinaia di filo-russi e 1.500 manifestanti a favore dell’unità dell’Ucraina.

La città portuale si è rapidamente trasformata in un campo di battaglia. L’incendio di un edificio pubblico — che ha provocato 42 vittime e 125 feriti — sarebbe stato causato da alcune bombe molotov lanciate contro il secondo e il terzo piano dell’immobile. Il capo regionale della polizia di Odessa, Petro Lutsiuk, è stato destituito, come reso noto dal ministero dell’Interno ucraino.

Sul fronte diplomatico, il presidente statunitense, Barack Obama, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, hanno mandato un chiaro messaggio a Vladimir Putin: Stati Uniti ed Europa sono più che mai uniti sul da farsi. E se Mosca compirà altri passi falsi, nuove sanzioni contro la Russia saranno inevitabili.

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25 agosto 2019

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