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Liberati in Nigeria
300 fra ragazzi e bambini

· Sottoposti a torture e abusi in una scuola coranica ·

Oltre trecento giovani di sesso maschile, tra cui numerosi bambini, sono stati liberati dalla polizia a Kaduna, nel nord della Nigeria. Le vittime erano tenute prigioniere, sottoposte a torture e abusate anche sessualmente in un edificio che si presentava come un centro islamico di correzione.

La polizia, citata dal sito Sahara Reporters, ha riferito che i ragazzi provenivano da diversi paesi africani confinanti, tra cui Burkina Faso e Mali, e da varie regioni della Nigeria. L’operazione è avvenuta dopo una denuncia giunta alla polizia.

Il responsabile del sedicente centro di recupero e diversi suoi collaboratori sono stati arrestati. La polizia ha intanto avviato le indagini per capire come i prigionieri, di diverse nazionalità, siano stati portati in quella che è stata ribattezzata dai media «la casa degli orrori».

Al loro arrivo le forze dell’ordine si sono trovate davanti a una vera e propria «stanza di tortura», dove gli allievi venivano persino appesi a catene e picchiati quando gli insegnanti ritenevano che avessero commesso un errore. All’arrivo della polizia «la maggior parte delle vittime erano incatenate» hanno confermato gli agenti sottolineando che i giovani «sono stati de-umanizzati» nel loro sedicente percorso di recupero.

Sono in effetti scioccanti le immagini di alcuni prigionieri pubblicate su diversi media nigeriani. Molte delle vittime, tra cui anche bambini di cinque anni, sono state trovate appunto affamate e con grosse catene intorno alle caviglie ancorate a cerchioni di automobili. Alcuni ragazzi, i più grandi, erano tenuti prigionieri nella struttura già da diversi anni.

«Ci dicevano che volevano insegnarci il Corano e l’Islam, ma in realtà facevano altre cose» ha raccontato una delle giovani vittime, spiegando che chi cercava di fuggire era punito duramente. «Durante la mia breve permanenza qui — ha aggiunto — qualcuno è morto per le torture. Altri sono morti prima del mio arrivo a causa di malattie».

Nel nord della Nigeria, a maggioranza musulmana, esistono le cosiddette «case di correzione» private che applicano regole severe basate sulle leggi islamiche. Il loro compito sarebbe appunto quello di fungere da strutture di recupero di giovani con piccoli precedenti penali.

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15 novembre 2019

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