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Liberati dalla paura

· Bisogno, fiducia e affidamento ·

Le meditazioni proposte a Papa Francesco e alla curia romana dal 6 all’11 marzo nella casa «Divin Maestro» di Ariccia sono state raccolte nel volume Le nude domande del Vangelo (Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2016, pagine 202, euro 15). Del padre teologo dei Servi di Maria che ha condotto le meditazioni pubblichiamo ampi stralci del capitolo intitolato «Perché avete paura?» (Marco, 4, 40).di Ermes Ronchi

Rembrandt  Harmenszoon van Rijn «Cristo nella tempesta sul mare di Galilea» (1633)

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?»: paura e fede, le due antagoniste che si disputano eternamente il cuore dell’uomo. La parola di Dio, da un capo all’altro della Bibbia, conforta e incalza, ripetendo infinite volte: non temere. Non avere paura! Sulla bocca di Dio, di Gesù, di profeti, di donne e di angeli, di re e di mendicanti per centinaia di volte questa parola ci raggiunge, quasi fosse il “buongiorno” di Dio. A ogni nostro risveglio, a ogni inizio di giornata, come nostro pane quotidiano, il “non avere paura” di Dio. Sono mille i motivi dei nostri timori. Abbiamo la paura del bambino, quella del malato, del povero, dell’aggredito, del morente, del perseguitato. Mille motivi.
Ma il primo “perché” della paura risale al giardino dell’Eden. La paura entra nel mondo e non lo lascerà più. Entra non come figlia della nudità, come pretende Adamo, ma di un’altra madre. L’uomo si nasconde perché chi gli fa paura è Dio. Lo immagina dentro la logica colpa/punizione, peccato/castigo. Neppure immagina la possibilità della misericordia. Ha paura, diventa incapace di dialogo, riesce soltanto ad aggredire per difendersi. La paura di Dio è la paura delle paure. La peggiore di tutte, quella da cui tutte le altre discendono. Ed è figlia di una mancanza di fiducia.

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18 novembre 2018

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