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Lezioni di tedesco a Bruxelles

· I leader Ue esaminano il piano di Berlino per un fondo permanente anticrisi ·

«Vorrei che l’Europa desse prova della volontà di assicurare la stabilità finanziaria». Così il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, è intervenuto oggi a poche ore dall'apertura del vertice dei leader europei a Bruxelles. Un vertice importante, in un momento delicatissimo per la stabilità della zona euro. Tante le questioni sul tavolo: il fondo permanente anticrisi proposto da Berlino, il potenziamento del fondo salva-Stati e l'aumento di capitale della Banca centrale europea.

Come chiesto da Berlino, il ricorso al fondo permanente anticrisi dovrebbe essere una ultima ratio che entrerà in funzione solo con l'approvazione all’unanimità dagli Stati membri e sarà vincolata a una stretta condizionalità. E al meccanismo — come chiesto da Berlino — potranno partecipare anche le banche e altri investitori privati, in base a una valutazione caso per caso. «Nessuno in Europa sarà lasciato solo o sarà lasciato cadere, e l’Europa riuscirà a farcela insieme, solo insieme», ha dichiarato ieri il cancelliere tedesco, Angela Merkel. «Sappiamo che l'euro è il nostro comune destino e che l'Europa è il nostro futuro collettivo».

In nome dell’unità del Vecchio Continente resteranno accantonate tutte le altre proposte in campo, quelle su cui per ora manca un vero accordo tra i Ventisette: dall’aumento delle risorse dell’attuale fondo salva-Stati, all’ipotesi di emettere eurobond per finanziare una parte dei debiti sovrani. Ma è chiaro — come sottolineano gli analisti — che un improvviso precipitare della crisi potrebbe rendere insufficiente anche il via libera al futuro fondo permanente. Dal vertice Ue potrebbe arrivare un nuovo forte richiamo per un ulteriore sforzo di risanamento dei bilanci statali, in un momento in cui la speculazione è tornata a lanciare attacchi. «In molti Paesi — ha sottolineato il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durão Barroso — la situazione delle finanze pubbliche richiede manovre correttive».

È rinviata, per il momento, ogni decisione sulla riforma del Patto Ue di stabilità e di crescita. Se ne parlerà probabilmente nel Consiglio Ue di marzo con l’obiettivo di vararla in estate, non essendoci ancora accordo su come calibrare la stretta sui debiti pubblici e su che forza imprimere alle sanzioni per i Paesi poco virtuosi. L’Italia — ha ammonito il ministro degli Esteri, Franco Frattini — è pronta a porre il veto sulla riforma, se non si terrà conto di tutti i fattori rilevanti che incidono sul debito pubblico, compreso il debito privato.

Merkel arriverà a Bruxelles forte anche di una crescita tedesca destinata ad ampliarsi nel corso del 2011. Secondo l’agenzia Standard&Poor’s, l'anno prossimo la prima economia europea migliorerà grazie alla maggiore crescita della domanda in relazione ai consumi e degli investimenti aziendali. La spesa dei consumatori crescerà del due per cento nel 2011 dal più 0,5 di quest’anno e gli investimenti aziendali segneranno una crescita del 10,5 dal 10 per cento del 2010.

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