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Lezione tedesca a Davos

· Merkel detta i tempi della crescita ·

« L’Europa è un grande e magnifico progetto e sono fermamente convinta che lo vogliamo sviluppare». Nel discorso di apertura del Forum di Davos, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha sottolineato la necessità di una maggiore integrazione politica europea. Ha però fissato dei paletti precisi: no agli eurobond, almeno nell’immediato; no a un aumento dell’investimento tedesco nel fondo salva-Stati, perché «le nostre possibilità non sono illimitate»; no a nuove misure di austerità per lasciare spazio a «riforme strutturali che portino alla creazione di più posti di lavoro».

Nulla di nuovo, diranno gli analisti. E, in effetti, il cancelliere ha essenzialmente ribadito la linea che la Germania segue fin dall’inizio della grande crisi nel 2008. Diverso, però, è lo scenario continentale e internazionale: i tre no di Merkel arrivano in un momento molto delicato, in cui nuovi equilibri si stanno disegnando e — come affermano molti analisti — nel lungo termine potrebbero produrre un pericoloso effetto boomerang, creando spaccature e squilibri.

Nel suo intervento Merkel ha riconosciuto che le misure di risanamento avviate in Portogallo, Grecia, Irlanda, Spagna e in Italia sono «ancora di più di quello che è stato fatto in passato». Ma — ha aggiunto — l’Europa deve fare «molto di più». Si moltiplicano intanto gli incontri tra i leader europei in vista del vertice del 30 gennaio. Oggi a Berlino Merkel incontra il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rayoj. Inoltre, secondo fonti di stampa, Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti dovrebbero incontrarsi prima del Consiglio europeo: l’incontro, a quanto si apprende, sarà di tipo informale, mentre è ancora da definire la data del vertice trilaterale a Roma in febbraio.

Si allenta intanto la tensione sul mercato dei titoli di Stato dopo le recenti turbolenze dovute alle tensioni sul debito greco. A ridare ottimismo ai mercati, oggi, è stato soprattutto il buon esito dell’asta dei titoli italiani: sono stati interamente collocati i Ctz per 4,5 miliardi di euro con scadenza gennaio 2014; le domande hanno di gran lunga superato l’offerta e sono state pari a 7,712 miliardi. Sono stati altresì collocati Btp con scadenza settembre 2014 per cinquecento milioni di euro, la totalità dell’offerta. Rendimenti in calo. Lo spread rispetto ai Bund è sceso al minimo di 412 punti base.

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10 dicembre 2019

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