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​A lezione
dagli aborigeni

· ​La Chiesa in Argentina per la Settimana dei popoli originari ·

La Chiesa cattolica ha molto da farsi perdonare e tanto da imparare dalle popolazioni indigene a cominciare dal profondo rispetto che esse manifestano per la creazione. È quanto sottolinea la Commissione episcopale argentina per la Pastorale aborigena in una nota diffusa in vista della Settimana dei popoli originari che si terrà dal 19 al 25 aprile prossimi, sul tema «Autodeterminazione: il diritto di essere e di avere». 

Una presa di posizione in cui si esprime profonda solidarietà e vicinanza con tutte le comunità dei popoli indigeni, vale a dire in Argentina almeno 500.000 persone che vivono generalmente in condizioni di marginalità e discriminazione. «Recentemente — scrive monsignor Ángel José Macín, vescovo di Reconquista e presidente della Commissione — Papa Francesco, con grande umiltà, si è scusato con i popoli indigeni del Chiapas, in Messico, per l’esclusione sistematica e strutturale che hanno subito da parte della società». Una situazione, viene rilevato, che purtroppo si è verificata anche in Argentina, afferma il presule: «Riconosciamo il nostro silenzio e la nostra complicità in questo processo storico e chiediamo perdono per la nostra mancanza di testimonianza evangelica». Nello stesso tempo, monsignor Macín ricorda anche «la presenza e l’opera di molti cristiani e di tanti uomini e donne di buona volontà che, con la loro vita, in modo nascosto, hanno dato e continuano a dare pieno riconoscimento ai diritti dei popoli indigeni»

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12 dicembre 2019

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