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L’eurozona corre sull’asse Merkel-Sarkozy

· Al vertice di Bruxelles accordo sul mercato unico dell’energia entro il 2014 ·

L’asse Sarkozy-Merkel caratterizza il vertice di Bruxelles, con la proposta di un patto forte per l’eurozona, ma i partner, in merito, sono divisi. La Germania, in particolare, vuole una «cooperazione economica rafforzata» aperta ai diciassette Paesi dell’eurozona, come pure a quelli che non hanno la moneta unica «e che sono però interessati», per realizzare un nuovo modello di governo economico dell’Europa, il cui coordinamento «dipenda solo dai capi di Governo» e non dalla Commissione europea.

È lo scenario indicato ieri dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, al termine del consiglio Ue di Bruxelles. Il vertice ha stabilito il principio politico: le decisioni concrete saranno adottate dal Consiglio europeo del 24-25 marzo, ma saranno discusse prima in un vertice straordinario dei premier dell’eurozona.

La proposta tedesca, sostenuta dalla Francia, ha diviso il summit belga: non vi è stato infatti apprezzamento unanime del dirigismo franco-tedesco, sebbene i partecipanti abbiano riconosciuto l’esigenza di arginare e gestire in modo oculato frizioni e divergenze.

Intanto il Consiglio ha raggiunto un accordo sulla politica energetica: il mercato interno del gas dovrà essere completato entro il 2014.

Riguardo poi alla vessata questione del rafforzamento del fondo salva-Stati, il vertice dei ventisette capi di Governo dell’Unione europea ha deciso di chiedere ai ministri finanziari di presentare «proposte concrete sul rafforzamento dell’Efsf per garantirgli la flessibilità necessaria e la capacità finanziaria per fornire sostegno appropriato» ai Paesi in difficoltà.

Rilevano gli osservatori che di fronte alle riserve avanzate riguardo alla ferrea posizione tedesca nei confronti dell’Europa dell’euro, Merkel si è sentita in qualche modo in dovere di offrire garanzie sull’aumento del fondo e del suo raggio di azione prima di entrare nel dettaglio delle sue proposte «per una maggiore integrazione economica della zona euro volta a rilanciarne la competitività». Il fronte degli scettici è stato guidato dal premier belga, Ives Leterme, che ha dichiarato: «Vanno bene più convergenza e coordinamento, ma lasciando a ogni Paese lo spazio per gestire le sue politiche». Quindi ha aggiunto: «Noi non accetteremo mai di smantellare il nostro modello di concertazione sociale», vale a dire il sistema di indicizzazione dei salari, oggi in vigore in Belgio e in Portogallo.

L’austriaco Werner Faymann è stato critico nei riguardi della proposta tedesca di elevare l’età della pensione. «Un’intoccabile prerogativa nazionale» ha dichiarato Faymann.

Dal canto suo, l’irlandese Brian Cowen ha opposto il rifiuto all’armonizzazione dell’imposizione fiscale nell’area, in particolare quella societaria, visto che sulla bassa aliquota (12,5 per cento) Dublino aveva costruito il suo rilancio.

Riguardo all’accordo sul mercato unico dell’energia entro il 2014, il vertice di Bruxelles ha indicato tre obiettivi: diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento, creazione di un vero mercato unico attraverso l’interconnessione delle infrastrutture di trasporto e la costruzione degli anelli mancanti, perché nessun territorio dell’Unione risulti isolato. Infine, efficienza energetica, con attenzione privilegiata ai settori dell’edilizia e dei trasporti.

Ricordano fonti di stampa che ogni anno l’Unione europea spende 270 miliardi di euro per acquistare petrolio e altri quaranta per le forniture di gas. La quota di gas per produrre elettricità in Europa si è triplicata in quindici anni, ma quel gas per il 73-79 per cento sarà importato, da qui al 2020, da Russia, Algeria e Norvegia.

Il calendario approvato dal vertice di Bruxelles prevede il completamento del mercato unico di gas ed elettricità entro il 2014, la fine dei lavori di interconnessione tra Paesi entro il 2015. Ed entro il gennaio 2012, nelle gare di appalto pubblico per edilizia e servizi statali saranno introdotti standard di efficienza energetica: e dovranno essere comunicati a Bruxelles tutti gli accordi energetici bilaterali in atto tra i 27 e i Paesi terzi. Infine, entro giugno la Commissione Ue dovrà presentare la lista delle opere da finanziare come pure i costi dei singoli progetti destinati a completare la rete energetica europea.

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