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L’Europa tenta il rilancio a velocità diverse

· I leader di Francia, Germania, Italia e Spagna si impegnano a evitare il crollo dell’Ue ·

Sembra arrivato davvero il tempo di un’Europa a più velocità. A tre settimane dalle celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma del 25 marzo 1957, da Versailles parte il forte appello al rinnovamento dei leader di Italia, Francia, Germania e Spagna. «L’obiettivo non è quello di imporre agli altri la via, ma di evitare che tutto crolli».

I  quattro leader europei a Versailles (Ap)

Le prime quattro potenze demografiche ed economiche del continente tentano il rilancio, mentre al parlamento europeo emerge lo scandalo delle truffe sui rimborsi portate avanti da parlamentari di partiti euroscettici. La parola d’ordine di quattro paesi fondatori della costruzione europea è «consentire ad alcuni stati membri di progredire verso una maggiore integrazione», riconoscendo palesemente che la situazione attuale dell’Unione «non è più accettabile». Oggi «più che mai urgono cooperazioni rafforzate», ha detto il presidente francese François Hollande, che ha accolto nella reggia di Versailles, alle porte di Parigi, il presidente del consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy. Nelle intenzioni di tutti è emersa la consapevolezza che «Italia, Germania, Spagna e Francia hanno la responsabilità di tracciare la via, non per imporla agli altri ma per essere una forza al servizio dell’Europa che dà impulso agli altri». L’urgenza di un’Europa più vera e incisiva è data innanzitutto dalle sfide internazionali, a partire da quella della sicurezza e da quella della crisi economica. E poi, ci sono ovviamente nuove particolari situazioni da gestire dopo la Brexit e dopo le posizioni decisamente critiche nei confronti di Bruxelles assunte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Bisogna inoltre tenere conto della pressione di partiti ostili all’Europa come quello di Marine Le Pen in Francia o quello di Geert Wilders in Olanda, paesi entrambi vicini alle elezioni. Dunque, «è il momento di un grande balzo in avanti». Versailles è stata la sede, quasi cento anni fa, nel giugno 1919, della firma del Trattato che sancì la fine della prima guerra mondiale. E il cancelliere Merkel ha ricordato che «l’Europa è stata costruita sulla pace» per poi sottolineare che «se ci fermiamo ora tutto quello che abbiamo costruito potrebbe crollare».

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22 agosto 2019

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