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L’Europa studia
un nuovo patto
su migrazione e asilo

· Sbarcati a Malta gli ultimi cinque naufraghi della Alan Kurdi ·

Serve «un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo», nonché la riforma del regolamento di Dublino, che impone al Paese di primo approdo di farsi carico dei migranti. È quanto chiede la presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nelle due lettere inviate ai futuri commissari, il vicepresidente Margaritis Schinas con delega alla migrazione e Ylva Johansson agli Affari interni, che si occuperanno di migranti.

Un barcone carico di migranti avvistato nei mesi scorsi al largo della Libia (Unhcr)

«Dobbiamo esaminare tutti gli aspetti, compresi i confini esterni, i sistemi di asilo e rimpatrio, lo spazio Schengen di libera circolazione e lavorare con i nostri partner al di fuori dell’Unione europea», ha sottolineato la presidente designata, che chiede inoltre di lavorare su un «approccio nuovo, più sostenibile, affidabile e permanente per la ricerca e il salvataggio» delle persone e per garantire «autentici percorsi legali verso l’Europa». Non da ultimo, ha aggiunto, si dovrà «intensificare la lotta contro i trafficanti di esseri umani».

Intanto, mentre la von der Leyen apre alla revisione del regolamento di Dublino, gli ultimi cinque naufraghi rimasti a bordo della nave Alan kurdi della Ong tedesca Sea eye — dopo che l’Italia aveva comunicato che vigeva ancora il divieto d’ingresso firmato dall’ex ministro Salvini — hanno lasciato ieri sera l’imbarcazione per raggiungere l’isola di Malta, da dove verranno trasferiti in altri Paesi membri dell’Ue. Il Governo della Valletta, ha spiegato di aver acconsentito allo sbarco, che sblocca l’impasse, dopo che due Paesi Ue, non ancora specificati, si sono offerti di accogliere i migranti e dopo che la Sea Eye ha acconsentito di far decadere l’azione legale avviata la scorso settimana contro Malta.

Per quanto riguarda l’Italia, il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ieri al Senato ha ribadito che sui decreti sicurezza firmati da Salvini saranno accolte «le osservazioni del presidente della Repubblica», invitando inoltre le forze politiche a non «concentrarsi ossessivamente sullo slogan, porti aperti o porti chiusi». Conte, che a sua volta ha invocato la riforma di Dublino, ha sottolineato che la questione «va gestita a livello europeo». Ieri, intanto, 40 migranti sono stati fermati in Slovenia, al confine con la Croazia, dalla polizia mentre cercavano di entrare nel Paese a bordo di un furgone. Poche ore prima gli agenti avevano fermato altri sei migranti. Si tratta in larga maggioranza di pachistani e di alcuni afghani, che saranno riconsegnati alle autorità di frontiera della Croazia.

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