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L’Europa
sfiducia la Grecia

· La Banca centrale europea pronta a tagliare i fondi ·

La pazienza dell’Eurogruppo verso la Grecia è agli sgoccioli. In molti contestano ormai la credibilità del ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis. 

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi (Ansa)

Da Riga, dove si è svolta una riunione dell’Eurogruppo, che non è riuscita a sbloccare la trattativa, il presidente della Bce, Mario Draghi, è stato molto esplicito: «Il tempo per chiudere il negoziato tra una Grecia in crisi di liquidità e i suoi creditori sta finendo e in tale contesto la velocità è essenziale». Draghi ha sottolineato «la fragilità della situazione attuale, il continuo prosciugamento dei depositi bancari e l’aumento dei rendimenti del debito sovrano, che si trovano ai massimi dal 2012». E parte del problema del negoziato — rilevano fonti dell’Eurogruppo — è rappresentato da Varoufakis, l’interlocutore di Atene nell’organismo che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze della zona euro, che sta perdendo sempre più la fiducia dei colleghi. Secondo quanto si apprende, giorno dopo giorno sta infatti diminuendo l’attendibilità del responsabile greco delle Finanze, che «continua a non fare interventi, ma vere e proprie lezioni». In sostanza, il clima è di sfiducia, tanto che l’Eurogruppo ha comunicato l’esito della riunione di Riga direttamente al premier greco, Alexis Tsipras, aggirando Varoufakis, «per assicurarsi che il messaggio arrivi corretto». Dall’incontro è emerso che la Bce potrebbe rivedere la liquidità d’emergenza alle banche greche, unico strumento a tenere a galla il Paese.

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