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L’Europa piegata dal debito

· Fitch declassa il rating di Italia e Spagna ·

La scure del rating si abbatte su un’Europa sempre più piegata dalla crisi del debito. Fitch ha declassato ieri i rating di due Paesi europei: Italia e Spagna. La decisione riflette anche le difficoltà dello scenario attuale, con la Grecia che — secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) — deve ancora risolvere «problemi importanti».

Il rating italiano è stato tagliato di un gradino da aa meno ad a più. Per la prima volta negli ultimi tre anni l’outlook è stato abbassato da «stabile» a «negativo». Un trattamento molto simile Fitch lo ha riservato alla Spagna, declassata di due gradini con un taglio dalla aa più alla aa meno, e al Portogallo, che ha ottenuto la conferma del Rating Watch, ovvero la possibilità di un abbassamento del rating entro novanta giorni.

Per quanto riguarda l’Italia, Fitch apprezza l’impegno dimostrato dal Governo con il varo della manovra supplementare, ma — come si legge nella nota dell’agenzia — «un quadro macroeconomico più debole e un potenziale rallentamento potrebbero compromettere gli obiettivi di bilancio per il 2013». Per di più, «l’iniziale risposta esitante del Governo italiano all’allargarsi del contagio — prosegue il comunicato — ha eroso la fiducia del mercato nella capacità di riuscire a traghettare l’Italia attraverso la crisi dell’euro». Il riferimento è ovviamente all’attacco della speculazione sui titoli italiani che quest’estate ha costretto la Banca centrale europea (Bce) a comprare Btp per frenare la corsa record dello spread. Secondo Palazzo Chigi, «la scelta operata da Fitch era già annunciata e si differenzia dagli altri giudizi di rating». Le valutazioni — recita una nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano — «sono soprattutto il riflesso del clima d’incertezza che attraversa l’eurozona».

Ma a suonare l’allarme è stato anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Secondo il futuro presidente della Bce, per uscire dalla stagnazione l’Italia deve puntare su misure strutturali e soprattutto includere i giovani e il loro patrimonio di innovazione, conoscenza ed entusiasmo mettendo mano alla «segmentazione del mercato del lavoro» che distingue fra «protetti e non protetti» privilegiando i più anziani.

Intanto, resta alta l’allerta sui conti greci. La missione della troika internazionale si avvia alla conclusione, ma secondo il Fondo monetario internazionale persistono alcuni «problemi importanti da discutere» benché siano stati fatti «buoni progressi». Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, che ieri ha incontrato l’omologo tedesco Philipp Rösler, ha dichiarato con ottimismo che la crisi globale può essere anche una opportunità per riformare il sistema economico del Paese ellenico.

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