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L’Europa
non può attendere

· Pressing di Merkel per una soluzione globale dell’emergenza immigrazione ·

L’Europa non può attendere. Di fronte alla sempre più grave emergenza dell’immigrazione l’Unione deve trovare una strada comune.

Profughi alla frontiera tra Serbia e Ungheria (Afp)

Con questo intento, ieri, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è tornata a chiedere al Governo italiano e a quello greco la creazione in tempi brevi degli hotspot (i centri dove si identificano e registrano coloro che sbarcano per distinguere chi ha diritto all'asilo e chi no) perché altrimenti «non potrà esserci la distribuzione equa dei migranti». Il tempo stringe, ha sottolineato il cancelliere, occorre raggiungere quanto prima un accordo globale sul ricollocamento dei rifugiati: si tratta — ha ribadito Merkel in conferenza stampa, dopo l’incontro con il premier austriaco Werner Faymann — di «un problema per l’Unione europea nel suo insieme» e per quanto motivo è necessario un Consiglio Ue straordinario da organizzare già la prossima settimana. Il richiamo di Merkel arriva a poco più di 24 ore di distanza dal mancato accordo al vertice dei ministri degli Esteri e della Giustizia dei Paesi membri Ue sul ricollocamento di 120.000 rifugiati. Il Governo italiano ha replicato a Merkel sottolineando che la condizione degli hotspot è il raggiungimento di un accordo in Europa. E oggi il tema dell’immigrazione è al centro della visita in Austria del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

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22 ottobre 2019

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