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L’Europa ha un dovere

· ​Dalla Comece alla Kek pressante invito ad agire dopo il tragico naufragio nel canale di Sicilia ·

L’ultima tragedia costata la vita a centinaia di persone nel canale di Sicilia pone anche l’interrogativo su quanto l’Unione europea «prenda sul serio i valori, così spesso evocati, sui quali essa si fonda. Questa nuova catastrofe nel Mediterraneo costituisce un fallimento per tutto ciò che fa dell’Unione europea una comunità di valori».

Migranti giunti nel porto siciliano di Pozzallo (Reuters)

Lo afferma il cardinale Reinhard Marx, presidente della Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece), in una dichiarazione nella quale sottolinea che «l’Unione europea non può rimanere inerme davanti a questa catastrofe. Nei fatti, si potrebbe biasimare il potere di attrazione dell’Ue per i rifugiati, le misure europee da cui traggono vantaggi i trafficanti o ancora la mancanza di azione per contrastare le cause che portano gli immigrati a fuggire dal loro Paese d’origine. Ma tutto questo — ha scritto il cardinale Marx — non giustifica il fatto che si chiudano gli occhi sulla tragedia umanitaria che è in atto nel Mediterraneo e che deve essere affrontata dall’Unione europea».

Nella sua dichiarazione, il porporato ha ricordato che «la politica in Europa ha spesso deplorato la morte dei rifugiati, senza però trarne conseguenze. La catastrofe attuale spinge i Paesi europei a prendere misure drastiche per combattere questo tragico fenomeno. La reazione sarà un banco di prova per i valori europei». Il presidente della Comece non ha dubbi nell’affermare che se l’Ue vuole onorare le sue convinzioni, «allora non può che ripristinare gli strumenti di Mare nostrum e allargare la missione Triton sulla protezione delle frontiere esterne dell’Ue. Il salvataggio di vite umane nel Mediterraneo non può rimanere una pura questione politica. Si tratta di un vero e proprio dovere umano e un’esigenza di ispirazione morale dell’Europa».

Preghiere vengono assicurate anche dai leader della Conferenza delle Chiese europee (Kek), organismo che riunisce protestanti, anglicani e ortodossi d’Europa. «Questa catastrofe — si legge in un comunicato della Kek — ci ricorda l’impegno quotidiano profuso nel Mediterraneo dalle Guardie costiere italiane, maltesi e greche che sono largamente lasciate sole in operazioni di soccorso». E Doris Peschke, segretario generale della commissione della Kek per le migrazioni in Europa ha aggiunto che «solo garantendo percorsi legali e sicuri di accesso in Europa si possono prevenire queste tragedie. Questo include anche un aumento di concessioni dei permessi ai rifugiati per le persone provenienti da Paesi in conflitto. Abbiamo bisogno di passaggi sicuri».

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